Voglio tutto di te…

Voglio tutto di te...

Tu. La tua schiena forte e possente. Le tue mani calde e vogliose, in cerca di nuovi territori da esplorare. I tuoi capelli ricci e scuri. Il tuo sorriso perfetto. Le tue braccia forti. Il tuo corpo statuario.
Mi hai folgorata al primo sguardo e anche se ti conoscono tutti per quello che sei, un Don Giovanni in cerca di approvazioni, a me non interessa nulla. Non mi è MAI importato nulla. Io e te cerchiamo la stessa cosa. Io con il mio cuore fatto a pezzi da un amore non corrisposto. Tu con i tuoi mille filtri, quell’apparenza sempre sorridente e appagata che nasconde chissà quale fragilità.

Ma non importa neanche di quelle, non sarò io a curare le tue ferite. Voglio solo divertirmi. Ed è quello che facciamo.

I primi baci mi lasciano un po’ così, un po’ sul “ma chi me l’ha fatta fare”. Ti trovo noioso, baci male e per me avere a fianco un buon baciatore è fondamentale per accendere la passione. Ma ci appartiamo e vai oltre. Sei bravo con le parole, ci sai fare, sei bravo soprattutto con le mani che non vanno mai a finire nei posti sbagliati. Tocchi, accarezzi, esplori. Ti sai muovere perché non sono la prima né la decima, la centesima, forse, dell’infinita schiera di donne che cadono ai tuoi piedi. Ma ti padroneggio con cura e con la giusta dose di distacco. Faccio la principessa svogliata e ti ecciti, ti ecciti da morire.

E mi scrivi, sei tu a cercarmi e cercare la mia compagnia. Ma non è quello che voglio, io da te voglio solo sesso perché un corpo così non mi ricapita più. Di uomini belli ne ho visti, tu però li batti tutti.

Ti provoco con un abbigliamento di classe ma un po’ sopra le righe, voglio essere guardata perché non devi essere l’unico a desiderarmi. Devi sapere che stasera, solo per stasera, sarò soltanto tua ma mi vorrebbero in mille. Andiamo a guardare il mare e mi accendi con un bacio lungo una vita. E vai oltre. Ti spingi sul collo, tra i seni, sulla pancia. C’è una macchina appartata poco più in la’ ma chi se ne frega, dici, e io acconsento.

Poi arriva il momento. Prima in macchina, poi all’aperto.

In macchina ci lasciamo andare ma non del tutto, io non ci riesco. Ti dico che è perché ho la mente occupata ma la realtà è diversa, la verità è che non mi piace come baci e non so come fare ad invertire la rotta.

Ci rivediamo al mare il giorno dopo…così cambia tutto. Ti vedo nuotare e prendere il sole tutto il giorno, ci avviciniamo, creiamo un contatto più intimo, un minimo di confidenza in più. Mi stuzzichi, ti stuzzico. Approvi e approvo. Il desiderio sale alle stelle, adesso sì che è il momento di divertirsi. La sera usciamo, beviamo, scherziamo. Tu esageri, per me è soltanto un bene. Non voglio legami, non voglio confidenze, non voglio che ti preoccupi di me o per me… se sei un po’ più che brillo va bene, benissimo. Perché mi lascio andare senza pensarci due volte, perché calano i freni inibitori e sono me stessa. Mi riaccompagni a casa e prima di arrivare a metà strada inizi a baciarmi, a lungo, senza sosta. Mi trascini verso una pachina buia. Qui non possiamo, dico. Ci sono le telecamere di sorveglianza, anche se siamo al buio e sono puntate altrove. E siamo in centro, passano macchine, mi conoscono tutti. Mi rispondi che non importa, che è più bello così, che tanto siamo oscurati dagli alberi.

Un po’ è vero, un po’ no. Scosti la gonna, ti salgo addosso. Ci baciamo senza sosta dando il via a un’infinita serie di sfregamenti convulsi. L’eccitazione è alle stelle. Ci siamo desiderati come non mai tra un campari gin bevuto in spiaggia e un tuffo tra le onde, adesso è il momento di dar sfogo a tutto. Sei ubriaco ma reagisci. Abbassi i pantaloni a metà gamba, tiri fuori il tuo membro già duro come un’asta…eppure c’è di mezzo l’alcol, non dovresti esser così “sveglio”. Non ho bisogno di darti attenzioni, funzioni che è una meraviglia. Inizi con lui ma con le mani nel frattempo vai ovunque. Sei caldo, caldo come pochi. La tu schiena è spessa, lavorata dall’acqua e dallo sport. Hai le mani che bruciano e fuori fa freddo, nonostante sia estate. Mi lascio travolgere.

Sei uno dei pochi uomini che ha davvero capito come funziona una donna e che l’orgasmo non passa soltanto dalla penetrazione. Ci divertiamo, ti permetto di dare sfogo ai tuoi desideri e alle tue necessità. Mi faccio trasportare su e giu’ sulla tua asta d’acciaio, ma nel mentre pensi a me. Giochi con le mani con il mio clitoride, mi mandi in estasi. Non usiamo il preservativo perché è meglio così. Perché tanto siamo all’aperto, siamo ubriachi, felici, stanchi, confusi. Infreddoliti. La pelle ancora brucia di sole e salsedine. Siamo diventati una cosa sola e chi se ne frega delle protezioni. Abbiamo una telecamera di sicurezza piantata addosso e le macchine che sfrecciano veloci ed ignare a pochi passi da noi. Ti cavalco lasciandomi guidare dalle tue mani. Sei alto e forte e io una nanerottola con un fisico perfetto e un peso piuma. Mi rigiri dentro e fuori come un calzino, mi sollevi come se non pesassi nulla, mi sento niente tra le tue mani e mi abbandono, mi abbandono completamente.

Il piacere è troppo intenso, vorremmo continuare all’infinito. E’ passata un’ora? Dieci minuti? Non lo so e non lo sai. Abbiamo tanto di quell’alcol in corpo che è impossibile prenderne atto, ma non possiamo più continuare anche se vorremmo farlo, stiamo per esplodere. Vengo, vieni. La passione travolge entrambi.

Finisci di dedicarti a me con mille baci bagnati e confusi e ci diciamo di tutto. Amo il modo in cui parli. Riesci a eccitarmi senza essere volgare, ma sei schietto, diretto, come piace a me.

Mi riaccompagni a casa e ti saluto, corro a cambiarmi e butto nel cestone il perizoma ancora fradicio. Non ti rivedrò più, e mi va bene così, mio focoso amante da una notte e via.

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