Un grosso affare di famiglia

Un grosso affare di famiglia

Un’ultima guardata allo specchio ed era pronta. Aveva fatto un buon lavoro. Il trucco era perfetto, la chioma luminosa, morbida e profumata e l’abito splendido e provocante. Il tutto completato da scarpe con tacco a spillo altissimo. Era un appuntamento importante quello e non poteva certo fallire.

Finalmente i due fratelli Guttermain le avevano dato un appuntamento. Forse avevano fiutato, da abili uomini di finanza che erano, un affare d’oro. Ci teneva tanto al suo progetto Marguerite e avrebbe voluto vederlo realizzato. Ma le mancavano i fondi di finanziamento. E i ricchi Guttermain facevano al caso suo.

L’autista dei Guttermain venne a prenderla per accompagnarla nella lussuosa villa dei due. La aspettavano in salotto. Uno era alto e muscoloso, l’altro era più basso e tarchiato. Entrambi stavano bevendo whisky seduti su due poltrone in pelle.

«Così è lei la signorina Marguerite Dejemann» – disse il fratello più grosso. Con una mano manteneva il bicchiere e con l’altra si lisciava la barba, lanciando sguardi inequivocabili alla sua scollatura profonda. «Quella che è interessata ai nostri soldi per la sua idea imprenditoriale» – disse l’altro fratello che doveva essere anche più giovane. Con la coda dell’occhio Marguerite notò che si stava masturbando con una mano infilata nei pantaloni.

«Sì, è interessata ai nostri soldi» – incalzò il fratello con una certa ironia. Mentre ancora parlava di affari si alzò e andò verso Marguerite che era seduta su una sedia al centro della stanza. Cominciò a leccarle il collo. La sua lingua era ruvida ma abile e le procurò un certo piacere.

«Ma se li deve meritare» – disse l’altro fratello alzandosi e dirigendosi verso lei. Anche lui cominciò a toccarle le caviglie e salendo su le infilò una mano tra le cosce. Le mise una mano sui seni e i capezzoli divennero durissimi. Poi la sollevò e la adagiò su un lussuoso e morbido tappeto persiano.

«Rick tu avanti e io dietro? O lo vuoi tu il culetto?» – disse il fratello alto e muscoloso all’altro. In men che non si dica erano entrambi su di lei. Marguerite capì subito che il finanziamento ci sarebbe stato, ma avrebbe dovuto scoparseli entrambi. Insieme avrebbero dovuto riempirla e finalmente sazi avrebbero firmato e sottoscritto i documenti. John le strappò il vestito di dosso e ridusse la biancheria a brandelli. Era un selvaggio: quando aveva di fronte una donna così sensuale e provocante, voleva scoparsela nuda e strapparle i vestiti di dosso violentemente era un istinto bestiale che doveva soddisfare a tutti i costi.

«Rick questa è una grande troia» – disse John ammirando le lunghe gambe di Marguerite e la figa perfettamente depilata, che già grondava umori.  «Una che ci sa fare e che sa scopare alla grande. E’ già tutta bagnata» – proseguì estraendo il membro dai pantaloni. John era già nudo. Entrambi erano su di lei con i grandi membri duri, vigorosi e pulsanti che non vedevano l’ora di entrare. John si sistemò sotto con Marguerite a cavalcioni su di lui, mentre Rick la montava da dietro tenendola ferma con le mani che le bloccavano la cintola. John le infilò il membro nella figa, scivolando velocemente dentro, mentre Rick lo ficcò nel culetto con un unico colpo profondo. Cominciarono a colpirla violentemente dentro spingendo come due forsennati. Andavano all’unisono i due fratelli. A lei piaceva sentirsi così riempita e cominciò a gemere di piacere. Entrambi erano molto grossi e si faceva fatica a tenerne uno, ma lei li teneva dentro tutti e due, li accoglieva dentro di sè, dispensando piacere e godimento. Era soddisfatta. Non era mai riuscita a tenerne dentro due così grossi, ma aveva vinto la sfida. Aspettava solo la ricompensa. L’orgasmo non tardò ad arrivare e fu una sensazione bellissima. Le pervadeva tutto il corpo, avanti e dietro. Era felice. Non solo avrebbe avuto i soldi ma si stava anche divertendo. Stava trascorrendo una serata fantastica. Due uomini ricchi e potenti la stavano scopando contemporaneamente avanti e dietro, godendo come mai le era successo. E chissà forse non finiva lì…

«Ancora, ancora » – urlava lei mordendosi il labbro – «ancora,vi prego». Voleva che quel momento non finisse mai. All’improvviso i due, all’apice del piacere, la inondarono di fluido caldo. Se lo sentiva quasi scorrere nelle vene tanto che erano venuti in profondità. Esausta si abbandonò su quel tappeto, con la figa ancora bollente e l’ano dolorante. Chiuse gli occhi per qualche secondo o forse per qualche minuto, giusto il tempo di rendersi conto di avere un altro uomo sopra di lei. Aprì gli occhi per guardarlo meglio e notò una certa somiglianza con i due Guttermain. Doveva essere il padre, perchè aveva qualche anno in più. Ma nonostante i capelli bianchi in testa e l’età non più giovane, il padre sapeva quello che faceva. Era esperto e sapeva come farla impazzire. Aveva trovato il suo punto giusto e con la punta del membro spingeva ora più forte ora più delicatamente facendola sussultare dal piacere. Ogni spinta era un orgasmo. Mentre il padre continuava a scoparla, i due  fratelli si masturbavano, cercando di far rialzare presto i loro membri assopiti. In un attimo erano di nuovo duri entrambi. Continuavano a massaggiarsi con foga lanciando urla di piacere e le spruzzarono in viso tutta la loro vitalità, mentre il padre continuava a spingere quel membro duro come il marmo. Durava a lungo e più spingeva e più voleva che non finisse mai. Anche il padre lanciò un urlo. Era arrivato anche lui al culmine del piacere. Anche lui l’abbandonò lì sul tappeto, mentre si richiudeva i pantaloni. Era stanca ma felice. Cercò il bagno. Si rinfrescò le parti intime ancora bollenti e arrossate. Era stata bravissima, ora voleva solo i loro soldi. Cercò di rimettersi l’abito strappato. I Guttermain erano spariti. Passò del tempo, ma di loro non vi era traccia. Si alzò, faceva ancora fatica a camminare. Doveva tenere le cosce allargate. Sentì delle voci provenire dallo studio.

«Lasciate perdere figlioli cari. Anche se il progetto vi sembra valido, è solo una sgualdrinella. Una scopata non vale i nostri soldi. Gli affari sono un fatto di famiglia. E di puttane ne potete avere quante ne volete. Con i vostri soldi».

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