Sesso con un’altra donna

Sesso con un’altra donna

Quando il direttore commerciale della multinazionale dove lavoro, mi ha comunicato il planning dei miei incontri con potenziali clienti, pensavo che fosse semplicemente una formalità come sempre.
Da donna manager che da anni ricopre un ruolo importante, mi sono stupita quando mi ha caldamente ‘suggerito’ di gestire con estrema attenzione il proprietario di una società con la quale si stava trattando da tempo, perché la sottoscrizione di un accordo con questa avrebbe rappresentato una crescita significativa del nostro fatturato.

Ho detto ‘stupita’ in quanto ho sempre trattato ogni potenziale cliente con professionalità ed accortezza anche, e soprattutto, facendo leva sulla bellezza che madre natura mi ha regalato fin dalla nascita.
Posso garantire che parte del mio successo lo devo alla mia immagine. Spesso ho chiuso contratti molto redditizi con titolari di aziende conquistati dal mio corpo e che, con una firma, pensavano di potermi portare a letto.
Devo dire che ho utilizzato al meglio questa mia ‘fortuna’ e proprio con questo intento mi vestivo per evidenziare il mio corpo e per provocare maliziosamente la persona che dovevo intrigare fino al punto di firmare un accordo commerciale che mi avrebbe portato dei benefit.
Anche il giorno fissato per l’incontro con quella importante azienda segnalata dal direttore commerciale, fui molto attenta a prepararmi di tutto punto.
Era l’inizio dell’autunno e decisi di indossare un completino intimo che avevo appena acquistato e che era caratterizzato da pizzi e trasparenze decisamente osè. Le autoreggenti preferite inguainavano le mie gambe e facevano la loro figura accompagnate da scarpe con tacchi che slanciavano ancor di più il mio corpo. Un tailleur sobrio completava la mise di quel giorno che prevedeva anche un leggero spolverino di color nero.
Un leggero trucco metteva in risalto le mie labbra, così come un tocco di kajal impreziosiva i miei grandi occhi neri come i miei capelli raccolti a dovere.
Osservandomi allo specchio della stanza da letto, mi compiacevo di come avevo scelto ogni indumento con estrema cura e dell’immagine che offrivo.
Il tablet e lo smartphone di lavoro li avevo messi in una leggera borsa da lavoro che, insieme alla mia borsetta di marca, costituiva tutto il mio bagaglio.
Quando accesi il motore del Suv, mi sentivo padrona del mondo e pronta a combattere la mia personalissima guerra commerciale che dovevo vincere con la firma di un accordo decisamente importante.
Poi, ci fu solo l’autostrada e i suoi chilometri.

Spiazzata dai fatti

Una efficiente segretaria che stava aspettando il mio arrivo, mi fece accomodare dentro ad una moderna sala riunioni dove avrei atteso la persona che avrei dovuto convincere per chiudere quell’affare.
L’ampio ambiente vedeva la presenza di un lungo tavolo di mogano chiaro e allineate ai lati, due file di poltrone dall’aria comoda. A capo del tavolo, il posto del boss facilmente riconoscibile per via di un’alta poltrona di pelle che giganteggiava su ogni cosa.
Poi una teoria di schermi digitali, delle lavagne magnetiche e bassi mobili definivano uno spazio ben preciso che si staccava da un angolo piuttosto esteso dove si trovava un grande divano di pelle, delle poltrone, un tavolino dalle linee moderne e delle piante da interno che prendevano luce da grandi vetrate che giravano per due lati della sala riunioni.
Una leggera musica ambient di sottofondo, rendeva quello spazio decisamente più umano facendo dimenticare un arredamento accuratamente progettato da qualche design che aveva arricchito l’ambiente di elementi di arredo come quadri astratti, strane sculture collocate in punti strategici e punti luce che delineavano un profondo studio.
Ad un tratto si aprì la porta lasciando entrare una donna. Sul momento pensai che forse si trattasse di un’altra segretaria che anticipava l’entrata in scena del titolare ma quella prima intuizione si infranse non appena la donna, elegantemente vestita, si andò ad accomodare sulla poltrona del boss.
Si presentò come la proprietaria dell’azienda dichiarandosi pronta ad ascoltare la mia proposta della quale conosceva gli aspetti preliminari.
Il mio sangue freddo si era smarrito in un attimo, presa in contropiede dal venire a conoscenza che avrei dovuto trattare con una donna e non con un maschio di mezza età soggiogato dalla mia bellezza.
La donna, squadrandomi con una certa insistenza, si complimentò per la mia avvenenza e mi disse che avremmo potuto discutere meglio, comodamente sedute nella parte della sala dov’era sistemato il salottino.
Così dicendo si alzò dal posto del capo per raggiungere il divano dove si mise seduta invitandomi a prendere posto sulla poltrona dirimpetto.
Mi disse che avrebbe riassunto la storia della sua azienda per conoscerci meglio e iniziò a parlare delle origini della società di cui era la unica proprietaria.
Ebbi modo di osservarla e mi resi conto che si trattava di una donna affascinante. Si capiva che aveva superato i quarantacinque anni ma che anche a lei, madre natura era stata più che benevola e che aveva protetto il suo corpo in modo intelligente.
Lo si evinceva dal suo fisico tonico che tradiva ore di palestra fatte con costanza e che, molto probabilmente, coniugava con dei week-end in qualche famosa Spa per sottoporsi a massaggi e a cure di bellezza.
Non vedevo nessun segno a proposito di eventuali trattamenti di chirurgia estetica e ciò dimostrava l’intelligenza di una donna che non amava alcuna mistificazione su di se e che voleva proporre la sua immagine totalmente genuina.
Un make up improntato sulla semplicità lasciava in libera mostra una bella bocca carnale, un naso regolare alla francese e degli occhi di un color verde smeraldo che viravano al grigio che le davano un’aria di sobrietà che la rendeva ancor più bella.
Mentre continuava a descrivermi l’azienda, continuai a curiosare sulla sua persona e non fu difficile intuire che i suoi vestiti provenivano da qualche importante stilista come pure la scarpe.
Nessun orpello inutile ad eccezione di un anello d’oro con una corniola fregiata della quale non comprendevo il significato.
Accorgendosi che non la stavo seguendo nel suo racconto, la donna smise di parlare dei successi commerciali e mi chiese se volevo prendere una pausa per un caffè.
In quel momento mi sentii come un bambino che, mentre ruba la marmellata, viene scoperto dal genitore e si accende in lui un misto di vergogna e disorientamento, non sapendo come affrontare la situazione.
‘ Sei molto attraente’ disse.
‘Grazie, anche lei è una bellissima donna’ risposi.
‘Mi immagino che ti aspettavi di trovare un uomo al mio posto…me ne sono accorta non appena sono entrata’ aggiunse.
‘Si, è stata una sorpresa’ replicai.
‘So quello che provi: stupore e un senso di stonatura che non riesci a decifrare’ disse sorridendo.
La guardai rendendomi conto che non era affatto contrariata e che, anzi, pareva divertita da quel mio imbarazzo.
‘Vieni vicino a me. Siediti qui a lato’.
Non era un ordine ma un invito.
Probabilmente in un’altra circostanza sarei rimasta seduta rispondendo che non mi sarebbe parso il caso ma quella volta, irrazionalmente, feci ciò che mi chiese.
Potevo sentire il profumo della sua pelle anche se mascherato da qualche goccia di essenza di Must di Cartier. Ora che le stavo accanto, una sensazione strana mi avvolse all’improvviso provocandomi delle vampate che dall’inguine riuscivano ad arrivare fino alla mie gote che immaginavo di un color rosso fuoco.
La sua mano mi accarezzò i capelli lievemente generando dei brividi.
Non ero mai stata toccata da una donna e la mia vita sessuale camminava sui binari della più totale normalità. Avevo da tempo una relazione con un uomo brillante e anche se non vivevamo insieme, fare l’amore era una delle cose più belle che mi piaceva condividere con lui.
Godevo quando sentivo la sua verga crescere grazie alle mie carezze e quando la tenevo ben stretta in bocca, mi piaceva sentirla pulsare di voglia. Non avevo limiti ne inibizioni di sorta nel consumare sesso con lui e, anche se a volte mi saliva il desiderio di qualcun altro, ero rimasta sostanzialmente fedele a quello che consideravo il mio partner.

Carezze dolci, carezze vogliose

‘Puoi anche dire di no e sappi che questo non inficerà in alcun modo il contratto per il quale sei venuta’ disse amabilmente e poi aggiunse ‘ma da quando ti ho vista, ho subito avuto desiderio di fare l’amore con te’.
Non sapevo come reagire ma mi piaceva quella strana situazione e provavo una curiosità di esplorare un mondo di sesso sconosciuto che stava cominciando ad intrigarmi.
La sua mano scivolò sulla mia coscia mentre l’altra continuava ad accarezzarmi i capelli all’altezza della nuca. Quel calore provocato da quei semplici gesti, mi veniva trasmesso da quella donna ed aumentò non appena il suo viso si avvicinò al mio lasciando sfiorare le sue labbra contro le mie.
Fu allora che chiusi gli occhi e che tutto vorticò intorno a me. Era come se fossi quasi ubriaca e quando gira un po’ la testa perché si sono perduti tutti i punti di riferimento.
Sentii la sua lingua disegnare la forma delle mie labbra che socchiusi automaticamente, permettendole di penetrare all’interno della mia bocca per incontrare la lingua da baciare.
Improvviso mi prese la voglia di toccare il suo corpo e le mie mani cercarono il suo seno che sentivo turgido e con i capezzoli ben dritti. Staccai la mia lingua dalla sua e, sbottonatole la camicetta, mi impossessai dei suoi caporelli che iniziai a succhiare e a mordicchiare mentre le sue mani avevano scalato la mia coscia per giungere fino al pube e poi scendere verso la mia fichetta che era già umida di desiderio.
Mi aiutò a togliermi l’ingombrante tailler prima di spogliarsi anche lei. Vidi con piacere che indossava un intimo color bianco che mi intrigava ma fu giusto un attimo perché si tolse tutto restando nuda.
Mi sdraiai sul comodo divano lasciandole fare ogni cosa del mio corpo. Potevo sentire le sue mani esplorare ogni centimetro della mia pelle e poi la sua lingua impertinente che entrava in ogni pertugio possibile facendomi esplodere di piacere fino al punto che dopo l’ennesimo orgasmo, presi a squirtare come una fontanella piacevolmente impazzita.
Si girò dalla parte opposta alla mia montandomi sopra e mentre suggeva ogni goccia del mio piacere, mi offriva la sua fica per ricevere lo stesso trattamento.
Mi riempii la bocca di quel dolce frutto non più proibito e non pensai più alla stranezza della cosa e, in quanto alla ragione che mi aveva condotto fin lì, questa appariva talmente lontana e remota che non era più così importante come lo era stato la stessa mattina.
Stavo vivendo all’interno di un vortice fatto di emozioni nuove e sconosciute che mi stavano travolgendo tutti i sensi. Venivo sfiorata, toccata, posseduta e poi ripresa da mani femminili di cui non ne avevo mai assaporato il piacere che potevano regalarmi.
Era una bella donna matura che si manteneva in forma e mi perdevo tra le pieghe più recondite del suo corpo così sensuale e provocante.
Stavo godendo come una vera porca infoiata che aveva un unico desiderio: che quel momento continuasse all’infinito. Le sue mani dentro di me avevano un tocco differente rispetto a quelle degli uomini con i quali mi ero relazionata ed il sapore della sua lingua, mi ricordava – confusa tra le nebbie di quel vortice nel quale ero caduta – qualcosa che non riuscivo a decifrare, tanto mi ero lasciata andare.
Si staccò da me un momento per raggiungere la sua borsetta da dove estrasse un doppio vibratore che afferrò, invitandomi a succhiare una delle due estremità per lubrificarlo con la mia saliva. Lei fece lo stesso e se qualcuno fosse entrato in quel momento, avrebbe potuto osservare due donne quasi nude, fare un pompinoad un lungo dildo color carne. Poi, con cautela, si infilò dentro la vagina il grosso membro in silicone semi morbido e io seguii il suo esempio. I nostri corpi si erano coniugati attraverso quel sexy toy che docilmente seguiva il nostro desiderio e la nostra esigenza di provare piacere e reciproche erano le spinte che entrambe provocavamo al giocattolino che si muoveva dentro alle nostre vagine aumentando il gusto e desiderando che fosse ancora più lungo.

Una esperienza da ripetere

Non so per quanto tempo le nostre effusioni continuarono ad accompagnarci e confesso di aver perso il conto degli orgasmi che quella mia prima esperienza riuscì a maturare ma ero consapevole del fatto che stavo toccando il cielo con un dito.
Mi trovai spossata sopra a quel comodo e capiente divano abbracciata a quella donna che mi aveva trascinato all’interno di un universo che neppure avevo mai considerato. Delicatamente le sue lunghe dita affusolate, presero a toccare il profilo del mio seno, seguendo la linea dei capezzoli e generando una serie di piacevolissimi brividi che arrivavano fino all’inguine.
Ebbi modo di osservarla con più calma e paga dei sensi. Era una donna davvero attraente e sensuale per la quale ogni uomo avrebbe perduto ben volentieri la testa. La folta peluria che dominava il suo pube, era perfettamente curata e disegnava una sorta di invito al sesso per chiunque avesse avuto modo di vederla. Le gambe ben tornite e prive di inestetismi, significavano una particolare cura della sua persona ma anche una insospettabile attività sportiva attraverso la quale, era riuscita ad evitare il rilassamento di muscoli e pelle.
Mi sorrise senza dirmi nulla e si alzò da quell’improvvisata alcova che, molto probabilmente, aveva già vissuto scene come quella appena consumata. La vidi prendere una lussuosa stilografica con la quale firmò quell’accordo commerciale che aveva motivato quell’appuntamento. Poi, si rimise in ordine e semplicemente mi ringraziò di quella parentesi di piacere, invitandomi a restare fin quando lo avessi voluto tranquillizzandomi sul fatto che nessuno mi avrebbe disturbato e, così com’era entrata se ne andò.
Rimasi un po’ per riprendermi dalle tante emozioni vissute e cercai di mettere in ordine le mie idee. Ero riuscita a conquistare un importante cliente e questo avrebbe significato una significativa gratifica e un aumento del mio prestigio in azienda ma consideravo tutto quello, puramente marginale mentre tornavano alla mente le emozioni di quell’imprevisto incontro saffico con una donna che mi aveva introdotto in un mondo di piaceri ignorati fino ad allora.
Non ebbi più occasione di incontrarla di nuovo e un paio di miei tentativi telefonici cozzarono contro il muro di segretarie dalle quali si faceva proteggere.
Ma da quella prima esperienza in poi, quando incrociavo lo sguardo di una bella ragazza, immediatamente salivano delle vampate ben note e il desiderio di fare sesso con una donna.

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