Rita

Rita

Lei è una donna molto sensuale, amante della lingerie, ama sedurre ma con garbo.
Porta sempre il reggicalze, sa che lui lo adora, e lo porta sempre con gonne sopra il ginocchio perché sedendosi può lasciar intravvedere ad un occhio attento la fine della calza e l’inizio della gamba nuda.
Ama provocare con il suo fare ingenuo, ama sapere che gli uomini la guardano e la trovano sensuale, ma lei fa tutto questo solo per lui.

Un giovedì mattina lui camminava per le vie del centro del paese dove abita lei, scorse lei seduta ad un tavolino di un bar in compagnia di una sua amica. La vista inaspettata di lei provocò in lui un’emozione forte e non poté fare a meno di entrare nel bar e sedersi ad un tavolino per un caffè.
Sapeva che non poteva salutarla, l’amica non era a conoscenza della loro relazione poi lui è forestiero capitato lì per un impegno di lavoro, per cui si sedette ad un tavolino dall’altra parte della sala, in modo che potesse costantemente guardarla.
Ordinò un caffè con un tono di voce volutamente alto, cosi che lei non potesse non accorgersi della sua presenza, anche se assorta nella conversazione con l’amica.
Appena il loro sguardo si incrociò, sul volto di lei si accese il sorriso e le sue gote divennero rosse per l’emozione per quel incontro inaspettato.
Lui abitava da tutt’altra parte e lei mai avrebbe pensato di incontrarlo proprio lì nel bar quella mattina.
Lui iniziò a fissarla costantemente e lei dovette suo malgrado distogliere lo sguardo da lui, perché la sua amica già le sta ponendo domande per quel sorriso e quell’improvviso rossore in viso.
Lei tergiversò dicendole che stava pensando ad un fatto che le era accaduto la sera precedente.
La voglia di lui era incontrollabile quindi appena poteva lo guarda, cosi che i loro sguardi si incrociassero, mostrando tutta la passione che c’è tra loro.
Con una scusa ad un tratto lei si alzò dal tavolo e si diresse verso il bagno, passando di fianco a lui
Lei camminava per la sala fissandolo negli occhi come solo lei sa fare, lei era in grado di fare l’amore con lui solo guardandolo negli occhi.
Lui solo vedendola camminare nella sua direzione ebbe immediatamente un’erezione, violenta e inattesa.
Il suo cazzo divenne immediatamente eretto, duro, pulsante, voglioso di affondare dentro di lei, calda bagnata e accogliente come solo lei lo è.
Lei le passò di fianco, lo guardò con un sorriso ammiccante e si diresse in bagno.
Lui avrebbe voluto seguirla ma non potè, il suo cazzo duro sarebbe risultato evidente a tutti i presenti nel locale e soprattutto all’amica di lei che sta osservando la scena.
Lui rimase seduto al suo posto, mentre lei entrò in bagno.
Dopo alcuni attimi lei uscì dal bagno passando nuovamente di fianco a lui, facendogli un cenno di dirigersi in bagno. A quel punto lui si alzò e si diresse verso il bagno, entrò e trovò appoggiato sul lavandino il perizoma di lei. Immediatamente lo portò alle narici per sentirne il sapore, meravigliosamente inconfondibile; e sentire il piacere che lui le aveva provocato solo con quell’incontro, il perizoma era fradicio dei suoi umori.
Mentre pensò di masturbarsi usando il perizoma di lei, per poter dar soddisfazione al cazzo sempre più duro e pulsante, sente un vociare in sala. Temette che lei stesse uscendo dal bar in compagnia della amica, quindi si ricompose ed uscì frettolosamente dal bagno senza masturbarsi e mettendo nelle tasche della giacca il perizoma di lei.
Quel trambusto era generato da un venditore di fiori entrato nel bar, mentre lei era ancora comodamente seduta al tavolino in compagnia dell’amica.
Fuori era una giornata di pieno inverno e l’amica avendo una bancarella del mercato poco distante, si stava concedendo la pausa per ritemprarsi dal rigore dell’inverno e non volendo perdersi un solo minuto del caldo tepore presente nel bar.
Lui riprese posto al suo tavolo, cosi poteva continuare a vederla, mentre lei poteva guardare lui e contemporaneamente chiacchierare con l’amica.
Lui estrasse dalla tasca della giacca il perizoma e incurante dei possibili sguardi degli altri avventori del locale inizio ad annusarlo.
Era troppo eccitante il suo sapore di lei e lui non poteva resistere senza assaporarlo, oltretutto avendola di fronte
Lei un po’ imbarazzata da ciò che lui stava facendo, prima arrossi in modo molto evidente, poi si guardò in giro e si accorse che i tavoli di fianco a lei si erano liberati ed erano rimasti occupati solo il tavolo di lui proprio di fronte a lei, ed un tavolo in fondo alla sala posto lateralmente a loro due, dove vi era seduto un giovane uomo che poteva osservare entrambi.
Allora lei decise di giocare con il suo uomo, incurante del giovane che stava osservando la scena, sollevò la gonna fino a far intravvedere lo stacco delle calze.
Tanto bastava perché lui seduto di fronte a lei potesse vedere il pelo della sua figa, sempre più vogliosa di avere il cazzo di lui dentro di sé.
Lei faticava a continuare la conversazione con la sua amica, tanto era l’eccitazione per quella situazione.
Lei si accorse dallo sguardo di lui che le stava chiedendo di continuare, di non fermarsi.
Lei allora mise la mano sotto il tavolo, accarezzandosi il ginocchio prima, poi risali la coscia fino ad arrivare alla figa. Era fradicia, vogliosa. Il clitoride era gonfio e pulsante, sarebbe bastato anche solo qualche colpo della lingua di lui sul clitoride per farla esplodere di piacere.
Con le dita giocò sul suo clitoride e le infilò nella figa, bastò quel gesto per farle chiudere gli occhi, tanto era il godimento.
Poi con disinvoltura per non destare sospetti nell’amica, si portò le dita alla bocca e le assaporò, si gustò il sapore del suo piacere, candidamente giustificandosi con l’amica che le erano cadute due gocce di caffè sulle dita e non c’erano tovaglioli.
La vista di tutto ciò non fece altro che portare l’eccitazione di lui alle stelle. Doveva farla sua, non poteva non possederla.
Lui si accorse anche che il giovane aveva assistito a tutta la scena e fece un cenno a lei che si voltò accorgendosi che il giovane si era portato una mano dentro i pantaloni e si stava toccando.
Loro si scambiarono un gesto di intesa guardandosi negli occhi e sorrisero di quella scena, mentre il giovane resosi conto che era stato notato arrossi, ma non tolse la mano da dentro i pantaloni.
L’amica ignara non capiva quello che stava succedendo, ma era anche giunto il momento di riprendere il lavoro.
Le due amiche si alzarono dal tavolo ed uscirono dal bar.
Lui le seguì, doveva possederla, incurante del cazzo in continua erezione e ben visibile dal pantalone attillato.
Le due amiche uscirono dal locale e si diressero verso la bancarella, si salutarono, lei voltandosi si accorse che lui era lì poco distante che le osservava.
A quel punto lei camminò con quel suo fare eroticamente ingenuo e si diresse verso il centro del paese, sapeva che dietro il campanile c’era una strada molto stretta dove non ci passava nessuno se non per salire sul campanile. Era in centro al paese ma di fatto molto isolata.
Lui la raggiunse nella stradina e a quel punto finalmente poté baciarla, mentre la baciava le sue mani erano già tra le gambe di lei, non poteva resistere oltre senza sentire il calore della sua figa bagnata e calda.
Sentivano il vociare delle persone che passavano nella piazza del paese ma non gliene importava nulla, troppa era la voglia che avevano di possedersi.
Lei sentendo le mani di lui su di lei non poté non chiudere gli occhi e avere un gemito di piacere.
Lui le stava accarezzando il clitoride, mentre con i baci quasi le impediva di respirare
Continuò ad accarezzarla fino a portarla al godimento, lei non riuscì a trattenersi e sul porfido della via rimasero le tracce del suo godimento.
Lui la fece girare, la fece appoggiare al muro, le sollevò la gonna e infilò il suo cazzo ormai allo stremo della resistenza dentro di la sua figa bagnata, calda e vogliosa.
Non riusciva più a controllarsi, si muoveva sempre più velocemente e con vigore dentro di lei, voleva riempirla del suo piacere.
Pochi colpi ancora e venne dentro di lei, lei senti il calore del suo godimento riempirle la figa, erano fradici del loro godimento
Si abbracciarono e si baciarono, poi lui prese la mano di lei la portò sulla figa, le fece raccogliere sulle dita il frutto del loro godimento, le portò alla sua bocca e ne assaporò il dolce sapore del loro piacere.
Poi lui mise le sue dita tra le gambe di lei e raccolse il nettare del godimento sulle sue dita, portandole poi alla bocca di lei per farle assaporare il dolce sapore.
Dopo di che si scambiarono un bacio e un abbraccio appassionato proprio nell’attimo che una donna entrò nella via per andare al campanile.
Li guardò con dolcezza, sui loro volti c’erano i colori dell’amore.

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La mia dolce scopamica di turno
Le finestre sul cortile condominiale

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