Professoressa delle medie 1

Professoressa delle medie 1

Non conosco il suo nome,era semplicemente la professoressa S. Già all’epoca,quando avevo 13 anni ed era la mia prof di italiano lei era oltre i 50 anni. Ma mi piaceva. Non avevamo un gran rapporto all’apparenza. Ma in realtà ci piaceva il nostro scontro quotidiano. Lei aveva capelli rossi e mossi, lunghi. Era un po’ panciuta, un bel culo grosso e belle tette. Amava le camiciette,e io le profonde scollature di quelle camicie. Spesso si abbassava per raccogliere qualcosa e la scollatura si apriva….(vero)

Mi piaceva, la volevo ma sembrava impossibile.
Dopo anni di seghe pensando a lei e dopo anni che non la incontravo, la vidi casualmente per strada, era simile a come la ricordavo. Sembrava identica e che il tempo si fosse fermato. Mi fermò per strada, chiaccherammo del tempo passato, lei era in pensione,io avevevo circa 22 anni. Decidemmo di andare in un bar. Io ero deciso a farmela,pensavo che questo incontro non doveva rimanere banale, e pensavo che una donna di circa 60 anni non poteva farsi scappare un giovane. Dai discorsi sui tempi andati,iniziai a provarci. Dissi apertamente che lei mi è sempre piaciuta,e che i nostri scontri a scuola mi eccitavano. La stimavo, mi piaceva e avevo da sempre sognato di farmela. Anche se non la vedevo da anni non l’avevo dimenticata. Lei non risultò sorpresa, sapeva del mio interesse all’epoca delle medie. Sapeva che le sbirciavo nella camicia, ma non pensava che dopo tutti quegli anni io la volessi ancora. Le dissi che invece con l’età era diventata ancora più affascinante, e non sapeva cosa avrei dato per sbirciare ancora nella camicia, e magari andare oltre una sbirciatina. Lei arrossì, era imbarazzata, le piaceva che un 22enne la voleva, la voleva dopo tutti quegli anni e ora che non era un 13enne ma un uomo, sapeva che valeva ancora di più quel sentimento.
Dopo qualche secondo di silenzio mi disse ”andiamo immediatamente da me a scopare, non c’è nessuno a casa fino a domani” e io ”meglio tardi che mai”. Non dicemmo una parola durante il tragitto, che era breve per fortuna. Le feci notare con lo sguardo il mio pene eretto nei jeans, lei sempre più imbarazzata ma arrapata. Mi voleva e disse che se pure non le piacevo, e poi non era una che pensava ai 13enni, in realtà ha sempre pensato che tra noi ci sarebbe voluta una bella scopata, ma appunto ero piccolo, troppo. Si accontentò di essere felice dell’interesse di un ragazzino che non era un uomo ma di certo iniziava a essere intenditore di donne e il suo parere significava qualcosa.
Ma ora potevamo rifarci. Entrammo in casa sua e io appena lei chiuse la porta tentai di afferrarla, lei mi bloccò dicendo che aveva bisogno di qualche minuto e che non mi sarei pentito di aspettare. Io ero sul letto, lei entrò dopo poco con quella camicietta, quella scollatura. Si abbassò, io la guardai far dondolare i seni sodi nonostante l’età. Dopo pochi secondi non resistetti e toccai le tette, e che tette!!. Poi la baciai in bocca, iniziammo a baciarci sulle labbra appassionatamente, come due innamorati. Forse la mia stima era più di semplice stima…Lei molto presa da me e io le aprii la camicia e le tirai subito i seni fuori dal reggiseno. Iniziai a giocarci, leccarli, lei godeva, le piaceva. Dopo alcuni minuti lei mi spoglio tutto, avevo il pene enorme. Le tolsi il resto dei vestiti, eravamo nudi completamente. Ci guardammo e ci piacevamo entrambi, ancora baci, leccate di tette. I capezzoli erano così buoni, ma poi lei iniziò a segarmi per bene. Era imbarazzata ma ci sapeva fare. Io mi occupavo delle sue tette e lei del mio cazzo. Non ci credevo, ero tra le bellissime tette della prof.S e lei mi segava. Poi mi fece segno di iniziare a lavorarle la fica, che odore che aveva ed era pure già bagnata. Finalmente la leccavo nel suo posto più bello, da quanto lo sognavo, lo sogbìnavamo. Lei iniziò a godere, io usavo le dita e la lingua insieme. Lei mi segava io ero dentro di lei. Poi passavo dalle tette, tornavo giù, lei nonostante il tanto piacere non fermava la mano che mi segava. Poi io uscii da lei, le misi il pene verso il viso e lei iniziò un pompino con quelle labbra carnose. Succhiava, succhiava, leccava, poi se lo passò un poì tra i seni. Tornai giù e iniziai a leccare il culo fino ad arrivare all’altro buco. Poi misi il dito nel suo ano e la lingua sulla fessa. Lei disse che era pronta a prenderlo dentro. Io ce lo avevo duro, fu facile entrare. Lei era stesa io su di lei e facevo su e giù, nel frattemo mi tenevo sul suo seno e ci guardavamo negli occhi. Le venni dentro, ma non avevo finito con lei e lei lo sapeva. Iniziai a metterle un dito in culo, lei mi spompinava, il culo fu aperto e entrai. Dopo qualche colpo andai verso la sua bocca e tornò a succhiare. Poi iniziammo un 69 e quando lei mi venne sul viso io ero entusiasta, tutti i suoi umori li bevvi e mi piacevano. Lei poi finì il pompino e le venni sul seno. Leccò tutto. E ingoiò. Poi mi ripresi e mi fece un altro, pompino ma le venni in bocca direttamente, senza che la avvisassi. Lei ne fu felice. Continuaiamo a scopare, e spesso le vengo sul seno, infatti dopo la prima volta capii che le sue tette accolsero troppo poco del mio sperma.

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