Lui, lei e una bella passante

Lui, lei e una bella passante

Ore 16.50. Agosto. Afa a perdere, aria che odora di sudore, smog e gelato al caramello. Lui e lei sono in vacanza, una vacanza diversa. C’è chi scappa dalla città per andare al mare e c’è chi, come loro, il mare ce l’ha sotto casa e preferisce fuggire la folla del ferragosto per andare a visitare le città d’arte deserte.

Adesso sono a Milano e il tram è vuoto, o quasi. Gli unici ad affollarlo sono i pochi anziani rimasti in città e quei 4 lavoratori sfigati che non sono riusciti a prenotare le ferie nelle date più consone e si ritrovano a dover lavorare nel pieno del solleone. Non ci si aspetta la presenza di nessuno che sia al di sotto dei quaranta e invece eccola, L’ALTRA.

Alla fermata 17 sale una ragazza, una giovane donna sui 30 con i capelli raccolti e una mise troppo chic per resistere al caldo. Stiletto aperti con fascette sottili, tshirt bianca dentro i jeans, boyfriend chiari distrutti ma non troppo e cinta in cuoio modello maschile. La borsa è una classica birkin, costa un botto ma nella città della moda sembra essere alla portata di chiunque. Il viso è coperto da grossi occhiali scuri modello diva di hollywood che lasciano far capolino a un nasino alla francese e una bocca carnosa ma non troppo, quasi perfetta.

L’aria disinvolta e distaccata le conferiscono charme immediato e un’allure fuori dal comune. Lui e lei la fissano sbalorditi.

In quei giorni non hanno pensato al sesso. Convivono da anni e non aspettano di certo le vacanze per potersi dare da fare sotto le coperte. Con quel caldo poi…

Eppure la ragazza stuzzica in loro gli stessi identici pensieri perversi, le stesse fantasie. Lui se la farebbe senza pensarci due volte, ma se la farebbe anche lei nonstante l’eterosessualità più che convinta. Forse è colpa del caldo, forse dei seni pronunciati e sodi che fanno capolino da sotto la tshirt leggera, o forse ancora le dita lunghe e affusolate. Fatto sta che non vedono l’ora di conquistarla e portarla a letto, ad ogni costo.

Uno sguardo d’intesa ed è fatta: si sono capiti al volo. Non sarebbe di certo la prima volta. Sono dei pionieri del sesso a tre. Degli amanti del peccato e dei peccatori senza regole.

“Signorina, ci scusi”

“Sì?” la ragazza risponde con fare seccato e svogliato. Stacca gli occhi dallo smartphone, solleva gli occhiali da sole per guardare meglio nell’occhio i suoi interlocutori.

“Sa per caso consigliarci un posticino interessante per un brunch senza troppe pretese, ma di gusto?”

La ragazza sembra illuminarsi, hanno colto nel segno. Non si nomini mai la parola “brunch” a una milanese radical chic, è come parlare del miele con le api.

“Ma certo! Stavo andando giusto adesso a fare pausa pranzo, posso portarvi nel mio posto preferito! Avete problemi di orari? Ci sarà da aspettare…”
Come non cogliere un assist del genere al volo? Si guardano con un sorrisetto beffardo stampato in volto e lei fa:

“A dire il vero sì…magari lasciamo perdere, ma non siamo del posto e non vorremmo spender troppo o mangiar male. Tra l’altro abbiamo gli smartphone scarichi e non possiamo consultare le guide né le mappe. Ma magari lei ha il tavolo prenotato…Non potremmo farle compagnia? Non diamo fastidio. Sa, è sola ed è un peccato occupare un intero tavolo per una persona. Se poi conosce i gestori e frequenta spesso il locale…insomma…perché fare un torto?”
Ci riflette. Sono due sconosciuti, ma in fondo sembrano due brave persone. Perché no, pensa. E poi è sola, fa caldo, si sente una sfigata perché è costretta a lavorare, che saranno mai due chiacchiere? E allora risponde.

“Per me non ci sono problemi, sarà divertente condividere il pasto con qualcuno dato che i colleghi sono fuori per vacanze”.

Vanno al ristorante, si siedono, ordinano il brunch e iniziano ad attendere. Al tavolo prenotato vengono aggiunte 2 sedie e i due coniugi si piazzano uno di fianco all’altra rivolti verso la ragazza. La accerchiano, per così dire. Un gioco da ragazzi.

Si apre la danza delle portate e il primo è un avocado toast, condito con la giusta dose di peperoncino fresco.

“Il peperoncino è un potente vasodilatatore, favorisce l’afflusso di sangue alle estremità del corpo. Ecco perché è considerato come un potente viagra naturale. Lo sapeva?”

Lui è talmente sicuro di sé e pone la domanda con così tanta naturalezza che è impossibile per lei non rispondere con una risatina e ribattere:
“Amore…ma tu non ne hai bisogno! Anche se in questi giorni a causa del caldo stai battendo la fiacca, ti ci vorrebbe un po’ di brivido, non trovi?”

E guarda la ragazza con la coda dell’occhio. Tra donne, si sa, la sintonia è un attimo. Le due si scrutano velocemente e sembrano intendersi al volo. Non hanno confidenza, non si conoscono, ma è evidente che la ragazza sia provata dallo stress e non veda l’ora di dare una svolta a quelle noiose giornate estive tra ufficio e metro. Un occhiolino ed è fatta. Le due si fiondano in braccio all’uomo. Il locale è deserto, hanno iniziato a mangiare da un po’ e la folla è rientrata. Ci sono i camerieri ma per adesso nessuno andrà a disturbarli. Decidono di spostarsi in bagno però, lì è più sicuro.

I bagni sono collegati da un unico corridio centrale, riparato da una porta a battente. Lo spogliano e ci si avvinghiano addosso. Le due donne hanno una sintonia incredibile. Si strusciano l’una sull’altra come si conoscessero da anni e poi passano ai baci. Caldi, bagnati, intensi. Lui inizia a scappellarsi al ritmo delle loro lingue insalivate e le guarda, belle e disinibite complice qualche prosecco di troppo. Quando è pronto a venire richiede l’aiuto delle due donne che si prostrano ai suoi piedi pronte ad accogliere il suo seme. E poi è il loro turno. Lui se le carica in braccio, una su una gamba e una sull’altra. Le donne iniziano a cavalcarlo strusciando le grandi labbra bagnate contro le sue cosce, lui le fa girare di schiena e inizia a torturarle con le mani, insieme. Quando arriva l’orgasmo è talmente violento che le urla destano dei sospetti e qualcuno corre a bussare alla porta.

“Occupato” risponde una delle due con la voce ancora rotta.

“C’è un problema, ci vorrà ancora un po’” Risponde l’altra.

E non sa quanto…pensano tutti e 3 sorridendo.

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