Le finestre sul cortile condominiale

Le finestre sul cortile condominiale

Guglielmo e Caterina si conoscevano di vista da alcuni mesi: lui abitava al primo piano di un palazzo milanese, lei si era appena trasferita da Varese.
I due, entrambi single si scambiavano occhiate inequivocabili, ma nessuno aveva ancora fatto il primo passo.
Ormai entrambi conoscevano gli orari dell’altro, sempre gli stessi che scandivano una routine sempre uguale, una vita metodica e semplice: lavoro, sport e qualche uscita con gli amici.

A dire il vero però, Caterina non era proprio single, al contrario di come si presentava lei: stava infatti con un uomo da cinque anni, ma lui era sempre via per lavoro, in quel periodo era a Miami e lei si sentiva libera a Milano.
Dopo aver appreso, durante un collegamento con Skype con il compagno, che questo aveva intenzione di prolungare la permanenza in America per almeno un altro mese, Caterina andò su tutte le furie e si sentì ancora più libera, ma con un misto di rabbia e voglia di vendetta.
Era una ballerina, quindi come di consueto e questa volta anche per sfogarsi, si infilò le sue collant, il suo body sgambatissimo stile anni ’80 che adorava e la rendeva estremamente sexy e non tralasciò gli scaldamuscoli e per provare una determinata coreografia decise di indossare anche un paio di scarpe con tacco vertiginoso: era una bomba di sensualità.
Il suo appartamento a piano terra aveva finestre proprio sul cortile condominiale, era sera tardi e la luce delle sue finestre, la musica in sottofondo attirava gli sguardi dei condomini, uno in particolare però si fermò a sbirciarla: l’attraente Guglielmo.
Lui stava tornando dagli allenamenti di squash, era solito andarci un paio di volte a settimana e quella sera tornò prima e attirato da Caterina si imbambolò alla sua finestra per almeno 10 minuti, fino a quando lei con al coda dell’occhio lo intravide riflesso dallo specchio interno al suo appartamento: fece finta di nulla e si scatenò in uno spettacolo davvero sexy.
Caterina si piegava in avanti, indietro, apriva le gambe in spaccata, si metteva a quattro zampe, in ginocchio, in una danza che davvero risultava un invito a fare sesso. Il body succinto di lei faceva intravedere il profilo dell’abbondante seno, il sedere sodo risultava scoperto e le sue mani sapevano esattamente come muoversi per incantare lo sguardo di Guglielmo.
Finita la musica Guglielmo si corsa si tolse dalla finestra e si diresse verso le scale ma, Caterina fu più veloce di lui e si presentò sulla porta, tutta sudata, ansimante e con uno sguardo furbo e stuzzicante. Lei sapeva bene dove voleva arrivare, lo salutò e lo fissò, Guglielmo preso un pò dall’imbarazzo e un pò dall’eccitazione non sapeva più che dire e fare, ma la baciò con impeto.
Lei non vedeva l’ora: il bacio fu a dir poco appassionato, lei gli succhiava le labbra, lui scese a leccarle il collo sudato, la voglia di possedersi era tantissima e i due entrarono a casa di Caterina.
Guglielmo si tolse in fretta la giacca, si slacciò la felpa e spingendo Caterina contro la parete e continuando a baciarla con trasporto, iniziò a toccarla dappertutto. Non sapeva nemmeno lui su quale parte del corpo soffermarsi: era un concentrato di femminilità, di forme prorompenti e di passionalità.
Dapprima fece scendere le spalline del body lungo i fianchi: il seno era ora lì per lui, un seno sodo e prosperoso, toccarlo lo eccitò ancora di più e si concentrò anche a leccarle i capezzoli con insistenza, lei ansimava di piacere e si strusciava con il basso ventre sul sesso eccitato di lui, ancora rinchiuso tra slip e tuta grigia.
A questo punto Caterina prese in mano la situazione e chinandosi strofinò il suo seno abbondante su tutto il corpo di Guglielmo, si mise in ginocchio e gli sfilò i pantaloni della tuta e anche gli slip, con voracità iniziò a leccargli il sesso, andando dalla base alla punta, soffermandosi su questa con la punta della lingua, per poi prenderlo tutto in bocca e spingere su e giù aiutandosi anche con la mano destra, con la sinistra gli accarezzava i testicoli e i punti più hot.
Lui stava per venire e la interruppe tirandola su dalle braccia, riprese a baciarla soffermandosi sul collo, sui seni e le sfilò il sensualissimo e succinto body, lei nel frattempo si era sfilata le scarpe, Guglielmo preso dalla foga la prese in braccio e si diresse verso il tavolo della cucina, la poggiò sopra.
Lei a gambe aperte verso di lui, si teneva appoggiata con i palmi delle mani e lo fissava con aria invitante, lui si spogliò di tutto e riprese a baciarla, i loro sessi si incontravano, si sfioravano, lei aveva ancora le collant mentre lui era completamente nudo.
Le loro lingue si incrociavano, la loro saliva si mischiava, la bocca di lui succhiava i capezzoli di Caterina, i due erano a un passo dal godimento, ma si fermarono un attimo.
Lei prese una bottiglietta d’acqua che aveva a pochi centimetri sul tavolo, la aprì e bevve, la passò a lui e intanto lei gli prese la mano, la portò alla sua bocca e iniziò a succhiargli le dita, lui stava impazzendo dalla voglia di penetrarla: non resisteva più.
Caterina non contenta, prese la bottiglietta d’acqua e se la rovesciò sul corpo, incredibile l’effetto frizzante sul suo seno, tra le mammelle e le gocce che scendevano lungo l’ombelico per finire tra le sue cosce.
Guglielmo riprese vigore e le strappò letteralmente le collant, le divaricò ancora più le gambe e sprofondò la lingua nella sua vagina depilata e profumata. Caterina riusciva a sentire la ruvidità della lingua di lui entrare e uscire con maestria dal suo sesso bagnato ed eccitato, era bravissimo Guglielmo, sapeva esattamente come fare un ottimo cunnilingus. Come se stesse per mangiare un succoso frutto, leccava ogni singola parte della vagina di Caterina, con pennellate della lingua passava da un labbro all’altro, non tralasciava nemmeno le pieghe, con il clitoride poi fu fantastico: lo succhiò con delicatezza ma vigore, facendo quasi venire la prorompente Caterina. Lei gli scostò il volto e prese ancora una volta il comando: si mise di spalle, mostrò a Guglielmo il suo sensuale sedere, prese il sesso di lui e lo avvicinò al suo sesso, strofinandolo sul contorno ma senza farlo entrare ancora, si divertì a stuzzicarlo, girandosi ancora frontalmente e poi tornando di spalle.
Finalmente, quando Guglielmo non se l’aspettava, Caterina con forza spinge il membro di lui nella sua vagina, inenarrabile la sorpresa e il piacere provato da entrambi, iniziarono a spingere con foga, come se dovessero raggiungere un traguardo importantissimo, urla, morsi, sculacciate e incitamenti, ma Caterina si fermò ancora: un’altra pausa.
Questa maratona del sesso stava facendo impazzire Guglielmo, erano mesi che non aveva rapporti sessuali e anche la masturbazione era ormai assente per i troppi impegni di lavoro e la continua stanchezza.
Caterina si sentiva bellissima, soddisfatta e regina di quel menage, di quell’incontro sessuale che avrebbe voluto avere da tempo: con Guglielmo era stato un colpo di fulmine ma che lei voleva reprimere, forse perché ancora legata al compagno, anche se non voleva ammetterlo.
La bella ballerina prese da un cassetto una videocamera, la accese e si diresse verso il sesso di lui prendendolo in bocca con voracità, intanto si filmava. Dirigeva l’obiettivo sulla sua bocca che avvolgeva il membro di Guglielmo, poi inquadrava il volto preso dalla inesauribile eccitazione, poi mise lo strumento fisso su un tavolo e si diresse sul divano, Guglielmo la seguì.
Qui lui si concentro su tutto il corpo di lei, iniziò a leccarle il seno, la vita, i fianchi, scese tra le cosce, andò verso le ginocchia e poi risalì. Con la lingua bagnata disegnava delle rotte di saliva, fino a giungere sulla vagina: prima lecco la parte esterna, mentre Caterina inarcava la schiena e si vedeva fosse piena di voglia, voglia di venire. Poi con lentezza e quasi stuzzicando la ballerina, dava delle piccole leccatine al clitoride, poi lente, poi ancora veloci anche sulle labbra e poi piano piano, infine affondò le dita e la lingua nella vagina ormai più che bagnata.
Dentro e fuori, dentro e fuori mentre lei urlava, chiedeva “Ancora, su su, più su, spingi, spingi”, Guglielmo si sentiva una furia, non aveva mai scopato così alla grande e non voleva smettere.
Caterina venne urlando e stringendo fra le manie le cosce infuocate la testa di lui, ma non aveva voglia di smettere, anzi volevano entrambi un secondo round e poi mancava ancora lui da far godere.
Il tappeto peloso di colore rosa cipria era invitante, tempo di sistemare la videocamera, di puntarla dritta a loro e si misero di nuovo a baciarsi in maniera davvero porcella. Un intreccio di lingue infinito, mani che scivolavano sui sessi e Guglielmo decise di leccare ancora Caterina, ma la mise a 90 e inizio a baciare vagina e ano con insistenza. Lei gemeva dal piacere e allungando la mano riusciva a fare una sega a lui, che non resisteva più. Preso dall’impeto Guglielmo prese Caterina per i capelli, senza farle male ma facendola anzi eccitare di più e la penetro con forza da dietro. Dapprima diede profondi colpi nella vagina e poi si diresse all’ano, che aveva già lubrificato prima con la saliva. Due colpi lì e un paio in vagina, senza sosta e senza rallentare il ritmo, fino a che Caterina non volle cambiare posizione.
Si diresse in bagno e tornò poco dopo con un tubetto di gel lubrificante aromatizzato alla fragola: se lo sparse sul seno e sull’ano e chiese a Guglielmo di leccarla ancora, lui voleva venire, non riusciva più a resistere, erano entrambi sudatissimi e sfiniti ma ancora pieni di voglie da soddisfare.
Per finire Caterina si mise a cavalcioni su di lui, con veemenza lo scopò: su e giù con una velocità e forza inaudite, lui voleva venire già dal primo colpo, ma resistette. Lei si dimenava, ondeggiava con il bacino in cerchio, poi avanti e indietro e poi su e giù facendo penetrare fino in fondo il pene.
Lui voleva godere, lei si girò dandogli le spalle ma restando a cavalcioni, twerkava anche mentre il membro la penetrava.
Un colpo e poi due di fila, poi un attimo di quiete dove lei sinuosa si muoveva ma senza spingere. Ora lui prese in mano le redini e si decise a venire, spinse una volta, poi due,Caterina si faceva ora guidare, era stravolta e stava anche lei per godere.
In pochi secondi lei iniziò a gemere, stava venendo per la seconda volta e lui iniziò a spingere ancora più forte, senza sosta, fino a quando venì in un vortice di piacere assoluto. I loro gemiti durarono a lungo, i due si guardarono e non smisero di baciarsi sulla bocca, ancora con passione e sperando in un altro incontro tanto eccitante e interminabile.

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Rita
Voglio tutto di te...

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