Quando la nuova studentessa arriva in palestra

Quando la nuova studentessa arriva in palestra

“Ragazzi vi voglio concentrati” Continuava ad urlare il coach. “Dovete impegnarvi e vincere questi campionati universitari.” Gli allenamenti proseguivano duri e continui, le allieve non ne potevano più. Le gare si avvicinavano e loro dovevano dare il massimo sul campo. I ritmi erano troppo serrati. L’atmosfera era elettrica. Ogni sera Marta, sfinita, faceva una doccia veloce e poi rientrava a casa. Ma quella sera qualcosa di diverso si faceva strada nella sua vita.

La palestra era ormai semideserta. Solo qualche ritardatario bighellonava in campo e qualcuno si asciugava ancora i capelli nei bagni. Marta era seduta nei salottini della reception. Aspettava il coach che, a quanto pare aveva qualcosa da dirle in privato. Si trattava sicuramente dei suoi rapporti con Nina, la nuova arrivata. Era antipatica, superba e secondo lei era riuscita a rovinare l’equilibrio perfetto che regnava in squadra. Marta l’avrebbe voluta fuori. Ma il coach non ci stava e l’avrebbe rimproverata. Nel frattempo la palestra era rimasta completamente vuota. Ma il coach non si vedeva ancora. Marta iniziava a perdere la pazienza. “Ma dove si sarà cacciato?” “Uffa che seccatura !” Continuava a ripetere tra sè e sè  annoiata. Finalmente, dopo una certa attesa, ecco arrivare un ragazzo.

“Buongiorno, sei Marta?” Ad un cenno affermativo della ragazza, riprese “Il coach ti aspetta nei bagni delle donne.” Marta, impaziente di andar via, si precipitò così ad accertarsi cosa volesse da lei il suo coach. I corridoi erano quasi bui. Le luci generali erano state già spente ed un insolito silenzio regnava in tutta la grande palestra. “Coach!” gridò Marta. Ma nessuno rispose. Entro così nei bagne delle donne, ma non vi trovò anima viva. Aprì tutte le porte, guardò nel refettorio, ma si vide circondata solo dal buio.  In quel momento si rese conto di quanto fosse grande quella palestra. Ad un tratto sentì delle risate soffocate provenire dal locale docce. Camminava piano per non farsi sentire. Arrivò fino alla porta del bagno e vi sbirciò dentro, nascosta da un pilastro che sembrava essere stato messo lì apposta. Non si vedeva niente. Ma si sentivano dei gemiti così sensuali ed inebrianti da far venir voglia di tuffarcisi dentro. Marta avanzò ancora di qualche passo, finchè non si ritrovò proprio all’interno del locale docce. Riuscì a sgattaiolare sotto una tenda di plastica che copriva una cabina e fu allora che assistette ad uno spettacolo che cambiò per sempre l’andamento della sua vita.

Si vedeva chiaramente Nina distesa su una lettiga a pancia in su, legata mani e piedi, con le gambe divaricate. Il coach stava praticando dei massaggi molto particolari alla sua nuova allieva. Si vedeva lui che spalmava litri e litri di olio caldo sul corpo di lei con un piccolo pennello, che scorreva dappertutto anche nelle parti intime. Marta era divertita ed insieme eccitata. Nina le sembrava adesso molto invitante. Quasi come un pasticcino impacchettato lì per essere subito leccato e morso senza sosta. Anche le mani del coach … le avrebbe volute vedere scorrere su di sè.  Stava vivendo un momento molto conturbante. Così un po’ stordita ed un po’ sciolta volle chiudere gli occhi e immaginare di essere al centro del lettino insieme a Nina, mentre il coach le massaggiava entrambe e sferrava schiaffi sulle loro natiche nude dicendo : “Su forza vi voglio vedere concentrate” . Un’eccitazione galoppante prese il sopravvento, la fece entrare in una dimensione astratta ed estatica, la fece gemere, sussultare, ansimare ed infine…. urlare. Non fu una cosa controllabile. Marta si scoprì a godere nel guardare la sua nemica ed il suo coach nudi a fare sesso, ma non riuscì a padroneggiare queste improvvise emozioni e si lasciò sfuggire un piccolo e mal soffocato gridolino di piacere. Così i due amanti la trovarono subito. “Ti aspettavamo” le disse il coach. ” Ecco Nina, la tua più acerrima nemica.

E’ nuda davanti a te. Slegala e ti farà godere come non ha mai fatto nessun altro e non avrete più motivi di farvi la guerra. ” Disse così mentre abbassava la zip della tuta di Marta, le sfilava la felpa e poi, delicatamente i pantaloni. “Adesso scegli : puoi slegarla o torturarla.  Un po’ indecisa Marta afferrò i capezzoli di Nina come se stesse per tirarli via, ma poi accarezzò tutto il suo corpo con delicatezza, la slegò e la baciò a lungo su tutto il corpo. Poi intervenne Nina che slacciò il reggiseno e sfilò le mutande di Marta. Solo quando rimase completamente nuda il coach la afferrò dalle spalle accarezzandole il seno mentre Nina le divaricava le gambe insinuando le sue dita dentro di lei.  Non dovettero fatiare molto a farla entrare dentro la scena perchè era quello che Marta desiderava da tempo, ma non aveva mai osato confessare a se stessa. Mentre Nina faceva scorrere le sue dita all’interno e all’esterno del corpo di Marta, i suoi seni sodi, turgidi e tondeggianti oscillavano e sbattevano su quelli enormi di Marta. Il coach e Nina non aspettavano altro. L’avevano voluta fin dal primo momento in cui l’avevano vista nuda mentre si faceva la doccia, attraverso una tenda troppo sottile che non tratteneva i segreti di chi glieli affidava. Adesso era lì tutta per loro e non sarebbe bastati pochi minuti per soddisfare le loro voglie e vedere realizzate le loro fantasie. La volevano possedere tutta la notte. Il coach voleva immergere tutta la sua faccia in mezzo a quei seni tanto desiderati, mentre la penetrava e Nina sognava di farsi massaggiare lentamente dal corpo di Marta , seno contro seno, mentre sedeva sul membro del coach. Quello che si vide qualche minuto dopo fu una donna che si regalava ai suoi amanti. La sua lingua era impegnata a soddisfare il piacere di Nina, seduta a terra e con le gambe aperte. Tutta la sua parte posteriore era invece preda del desiderio del coach che la penetrava supina, mentre accarezzava i seni di Nina,  fino a non poterne più. Un’unica figura di corpi incastonati per il piacere contemporaneo di tutti.

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La moglie, il marito e il bull

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