La mia piccola amica

La mia piccola amica
  • Io sono alta e bionda, lei bassa e morettina. Io diafana, occhi chiarissimi e pelle quasi translucida. Lei scura, quasi afro, con i capelli riccissimi e le guance sorridenti. Una piccola bombetta sexy con le giuste curve al punto giusto. Quanto amo il suo corpo? Gliel’ho sempre invidiato un sacco. Faccio fatica ad ingrassare e sono longilinea, troppo. Vorrei avere le tue forme, i tuoi seni abbondanti e il tuo culetto a mandolino. Ma chi se ne frega se non posso averli su di me, posso godere dei tuoi!

    Io e Lei ci conosciamo da una vita, praticamente da bambine. Le nostre mamme hanno fatto il corso prematrimoniale assieme ma siamo nate a due anni di distanza l’una dall’altra. Fin da piccole ci hanno messe a giocare assieme. Non siamo mai andate nella stessa scuola per motivi legati all’età, ma non sono mancati i pomeriggi infiniti di studio. Fin da piccoline abbiamo condiviso sempre tutto molto apertamente, in maniera naturale perché da bambini i freni inibitori sono nulla. E’ tutta una continua scoperta del proprio corpo. Abbiamo avuto i primi contatti giocando al paziente e dottore, come tutti i bimbi. Poi ci siamo addentrate nel mondo della mastrurbazione e non abbiamo più smesso di farlo, assieme. Ci chiudevamo in stanza quando a casa mia o Sua non c’era nessuno e ci divertivamo a scoprire nuovi modi per far aumentare l’eccitazione. Ci sfregavamo contro pupazzi e poltrone, ma non siamo mai arrivate all’orgasmo perché ne avevamo paura e ci fermavamo sempre un attimo prima.

    Poi è arrivata l’adolescenza ed ecco la svolta, Lei è più grande, sviluppa prima e inizia ad esplorare anche il mondo maschile. Il primo bacio, il primo limone. Mi racconta tutto. A quell’età gli ormoni sono alle stelle e anche solo ripercorrere certi eventi fa venire la pelle d’oca. Ecco perché, ad ogni storia, segue un bel ripassino di coppia sul piacere provato. Le chiedo di farmi capire cosa si prova e mi spiega, ma continuiamo a divertirci senza mai andare oltre.

    Io sono diversa, però. Lei si avvicina al mondo degli uomini e si fai travolgere da loro. Io aspetto che accada, ma in realtà non succede mai. Non riesco ad andare oltre davvero con nessuno e non riesco a spiegarmi il perché, sono talmente ingessata che credo di avere qualche problema. L’eccitazione però non manca mai, quella c’è. Sono un’adolescente e in quanto tale sono sempre, costantemente bagnata e vogliosa di provocarmi piacere. Allora un giorno mi confido, ti parlo. Le chiedo “perché? Perché non riesco a dare il mio primo bacio, perché non mi interessa nessuno?” Però con Lei è diverso.

    E allora mi dice “boh, forse sarai bloccata perché ti vergogni di non averlo mai fatto prima”. E decide di aiutarmi… piccola ragazzina ingenua.

    “Bacia me” mi dice.

    E ci baciamo. E mi accendo.

    E’ una scoperta. Pensavo di non essere in grado, di avere qualche deficit, e invece guardami. Dovevamo limitarci a un bacetto che fosse da esempio e allenamento per andare a baciare il mio primo partner e invece la divoro. Le salto addosso come non mai e mi lascio trasportare dalla sua lingua ormai esperta. Il bacio a stampo (o quasi) finisce per diventare ben presto una limonata senza precedenti, bagnata e carica di passione. E allora corriamo a letto, perchè non approfittarne?

    Forse abbiamo sbagliato sempre tutto. Io, nel credere di essere etero, e lei nell’agire da tale. Che senso ha aspettare? Tanto la confidenza ce l’abbiamo, anche se nessuna delle due ha mai messo le mani sul corpo dell’altra. Sotto le coperte ti salgo addosso, ti cavalco. Le nostre fighe strusciano l’una contro l’altra fino a scaldarsi, bagnate come mai prima d’ora. Inizio a pensare che sarebbe ora di condividere qualcosa ma siamo impreparate, siamo due ragazzine che stanno scoprendo per la prima volta di non essere appassionate di cazzi ma di tutt’altro. Non abbiamo sex toys, non abbiamo nulla che possa favorire il nostro piacere. E allora usiamo le mani, no?

    Inizio a penetrarla con la foga frettolosa di chi ha aspettato una vita per farlo. Fa lo stesso con me, mi stantuffi avanti e indietro con un dito, poi con due. Siamo ancora inesperte, non c’è spazio per fare di più ma due sole dita riescono a provocarci piacere perché siamo ancora entrambe vergini. Lei mi suggerisce di usare la lingua, porcellina. Non me lo faccio ripetere due volte.

    Le abbasso gli slip, che prima avevo soltanto scontato, e mi fiondo con la testa tra le sue cosce. Mi spinge verso il tuo sesso tenendomi con entrambe le mani e io le regalo momenti indimenticabili di piacere. Gioco con il clitoride e poi passo a penetrarla. Unisco lingua e mani. La bacio, la divoro nel suo punto più intimo.

    Lei mi ripaga con un orgasmo bagnato e pulsante. Rimane scossa per lunghi e interminabili minuti. Vuole dormire ma non glielo consento, adesso tocca a lei.

    La obbligo a fare lo stesso con me perché sto esplodendo, l’orgasmo non può aspettare oltre. Per lei era uno dei tanti perché si era già divertita a farsi stantuffare dai suoi amichetti, per me invece è il primo.

    Non so cosa mi aspetta ma sono eccitata e carica come non mai. Lei inizia a fare su e giù, intensifica i movimenti e vuole aggiungere un terzo dito. Ma tre è troppo, perderei la verginità. Glielo lascio fare, del dolore adesso non mi importa affatto, quello che voglio è scopare con quella che sarà la donna della mia vita. Perderò la verginità con le sue mani e non con un cazzo duro? A chi importa, è quello che voglio. E allora mi sfonda, il dolore è acuto e lancinante ma il piacere è troppo forte per smettere. Perdo qualche goccia di sangue ma le chiedo di continuare. E lei continua, fino a farmi raggiungere il tanto desiderato orgasmo che mi fa strizzare la vagina e mi lascia senza forze. E’ stato bellissimo. E così sarà per sempre.

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