La Mia Cara Mamy

La Mia Cara Mamy

Capitolo 1

Avevo compiuto venti anni da poco, posso dire, di me che sono uno sportivo, dicono che sono un bel ragazzo, ho finito il liceo da poco ho perso due anni, vivo con mia madre, una bella donna di quaranta anni e mio padre, più vecchio di lei, di venti anni ,un libero professionista,, non ci manca nulla, l’unica cosa, che mi rattrista e che vedo mamma triste, a volte silenziosa, ho chiesto, ma la sua risposta, vaga.

Tutto sembrava normale, non lo era.
Un pomeriggio, rientrai prima del solito, avevo litigato con la ragazza che frequentavo in quel periodo.
Andai al bagno, per farlo, dovevo passare, davanti alla camera dei miei, la porta della camera era socchiusa, stavo per andare oltre, quando senti un lamento, era più un sospiro di piacere che di un malore, spinsi la porta, molto delicatamente, restai senza fiato mia madre a cosce aperte sul letto, si stava chiavando con un cazzo di gomma.
La mia sorpresa, non era tanto che si stava divertendo, con quel grosso cazzo, era normale pensai, era ancora giovane e papa, era di una certa età.
Aveva il diabete, aveva avuto l’infarto, anche se continuava a lavorare.
La mia sorpresa fu, vederla nuda, ed una gran fica.
Intanto mi ero eccitato, iniziai a toccarmi il pene da sopra i pantaloni.
La senti dire amore cosi chiavami, amore come ce lai grosso.
Non ce la feci più lo tirai fuori.
E mi masturbai a più non posso.
Nella posizione che mi ero messo era impossibile che poteva vedermi.
Era uno spettacolo bellissimo, in quello istante non pensavo che la donna li sul letto.
Era mia madre.
Stavo per venire, misi la mano davanti, a raccogliere il mio godimento.
Mi allontanai, silenziosamente.
Andai al bagno, dopo avermi fatto la doccia, andai in cucina, nel passare davanti alla camera notai che era aperta, del tutto e mamma non cera.
Andai in cucina.
Ciao ma.
Ciao, quando sei tornato?.
Pochi minuti il tempo di fare la doccia.
Vuoi il caffè lo fatto adesso.
Volentieri.
Mi misi seduto, per prendere la tazzina si giro dandomi le spalle, guardandola mi resi conto di quanto era sex.
Mi si può chiedere che non l’avevi vista prima.
Si dal giorno che sono nato.
Un figlio non vede mai la madre, come donna.
Donna da amare.
Uno la vede, una mamma, e nulla più.
Io da quel momento la vedevo come donna, femmina.
Pensai come potevo fare, per averla, la volevo, solo il pensiero ce l’avevo duro a più non posso.
Mi passo il caffè, mi venne una idea, se cercavo di uscire, con lei,mio padre quando tornava, dopo cena si ritirava nello studio e non si interessava più di nulla.
Mamy, ti va di uscire magari una pizza, al cinema.
Tom, lo sai che tuo padre, lavora, e non gli va uscire.
Glie lo chiediamo, chiamalo, e senti che ti dice.
Non lo so, mi piacerebbe uscire un po’.
Dai chiamalo.
Mi ero alzato gli stavo vicino, dai, la presi per i fianchi, provaci.
Io sapevo che non sarebbe venuto, mi auguravo che lui decideva di mandarci da soli.
Dove vorresti andare.
Dipende se viene papa, di sicuro non vuole la pizza, a te piace, poi non so al cinema, decidi tu.
Va be lo chiamo.
Andò al telefono di casa, fece il numero.
Mi accostai di dietro con la scusa, che volevo sentire, mi appoggiai a lei gli misi la mano sulla spalla, e mi avvicinai alla cornetta, cosi facendo mi trovai ad appoggiarmi con il cazzo, al suo culo, restai fermo un po’ per paura, come l’avrebbe presa, inizio a parlare.
Ebbi l’impressione che spingeva il culo, verso di me, osai un po’ tolsi la mano dalla spalla, e la misi nel fianco, la strinsi un po’ a me, la baciai sulla guancia, mi sorrise, spostai la mano e la misi sul ventre.
Il cazzo si era messo tra le natiche, non poteva essere che, non si rendesse conto, nella posizione che stavamo.
Tom, a detto che possiamo andare da soli, per cena vuole solo un po’ di frutta.
Bene ci prepariamo, usciamo adesso.
Dove andiamo.
Dove vuoi tu, per me va bene tutto.
Come mai sei cosi gentile!.
Lo sono sempre non puoi negarlo.
E vero sei un bravo figliolo.
Ti voglio bene, e la baciai vicino all’orecchio, intanto avevo messo anche l’altra mano, sul ventre.
Va bene che mi vuoi bene, mi lasci che andiamo a prepararci.
E bello tenerti cosi.
E vero, anche a me piace, che mi tieni cosi stretta a te da quando non sei più un bambino, non ti va di fare le coccole.
Si e forse ho sbagliato.
Mossi la mano a come ad carezzare, la camicetta che era già di quelle corte si era alzata un po’ cosi mi trovai ad accarezzarle la pancia, nuda, e fu cosi eccitante.
Non ai sbagliato ti senti un giovanotto cosi ai un po’ vergogna a farti fare le coccole da mamma.
Forse e cosi ma adesso possiamo recuperare il tempo perduto.
E vero ce sempre tempo, se uno lo desidera.
Potrò ancora tenerti cosi, gli accarezzai tutto il ventre.
Si perché no.
Mi rendi felice, Sali con la mano sino a sotto al seno.
Posso anche accarezzarti cosi, come adesso, e chiusi la mano a prendere il seno da sopra il reggiseno.
Datti una calmata giovanotto.
E bello, poterti accarezzare.
Non ti nascondo che piace anche a me, ma sono tua madre.
Si che facciamo di male, e poi sei cosi bella.
Grazie ho i miei anni ormai.
Si giro, verso di me ma senza liberarsi della mia mano, cosi facendo eravamo viso contro viso.
La baciai sulle labbra, sei uno splendore.
E t sei un grande, furbacchione, con la scusa dei complimenti tocchi.
Lo disse sorridendo.
Ho voglia di stringerti forte, vuoi.
Fallo se lo desideri.
Posso restare con la mano dove.
Restaci amore.
Con la mano libera me la strinsi forte e il cazzo premeva contro il suo corpo, la baciavo sulle guancie sul collo, vicino all’orecchio, fiatai nell’orecchio, misi la mano nel reggiseno, e gli accarezzai il seno.
Amore basta dai, fai il bravo non farmi arrabbiare.
Non farlo ti prego.
Ma tu ti stai prendendo gioco di me, e non voglio.
Non mi prendo gioco di te, mi piace un mondo accarezzarti e tenerti stretta a me.
Davvero?.
Si, e tu stringimi più forte a te, se lo vuoi.
Si che lo voglio sono sempre cosi sola.
Si strinse forte, a me, giocavo con il capezzolo che si era indurito, intanto continuavo vicino all’orecchio.
Mi fai venire i brividi.
Ma sono piacevoli vero.
E vero.
Gli accarezzai il culo.
Amore promettimi che possiamo ancora coccolarci cosi, e continuavo ad accarezzarle il culo.
Si amore, lo possiamo fare adesso basta.
Si sciolse dal mio abbraccio.
Mi vuoi accontentare, in un desiderio.
Dimmi, cosa desideri.
Voglio darti un bacio, a questo che ho in mano, continuavo a stuzzicare il capezzolo.
Tom ma cosa mi chiedi.
Dai accontentami ti prego.
D’accordo dallo.
Sei un amore, la baciai sulla bocca.
Alzai la camicetta, misi il seno fuori dal reggiseno, era bello e sodo,presi il capezzolo tra le labbra, succhiai delicatamente.
Che cerchi ancora il latte, non c’è più.
Iniziai a martellare il capezzolo, a colpi di lingua, intanto continuavo ad accarezzarle il culo.
Basta amore.
Si libero del tutto, mi guardo e sorrideva.
Sei contento.
Come non mai.
Ci prepariamo per uscire.
Si solo mi fai una promessa, lo rifaremo.
Cosa vuoi rifare.
Tutto e stato tutto bellissimo, ti prego.
Possiamo solo, ti avverto, non fare mai nessun gesto davanti a gli altri, e non ti avvicini più.
Non sono stupido.
Lo so che non lo sei, vado al bagno, dopo ci vai tu.
D’accordo.
Andò al bagno, nel andare gli andai dietro per andare nella mia camera, senti il rumore della chiusura della porta non lo mettevamo mai perché l’aveva fatto?.
Attesi un po’, silenziosamente mi avvicinai alla porta, e spiai dal buco della serratura, era quasi nuda, fini di denudarsi, pensavo adesso entra nella cabina doccia, invece si appoggio al lavandino, apri le cosce, e inizio a masturbarsi, non ci volle moto a capire che si era eccitata molto prima, questo mi faceva ben sperare.
Poco dopo eravamo pronti.
Sei bellissima.
Grazie anche galante.
Perché no, sei bellissima.
Prendemmo l’auto, guidava lei, io non avevo ancora la mia, e lei era gelosa della sua, nel sedersi alla guida il vestito un po’ corto gli scopri, le cosce, indossava quelle gonne di una lunghezza media era di quelle di stoffa leggera, cosi era scivolata abbastanza, su, mi beavo a quella vista.
Che fai ti sei fissato a guardare le mie gambe?.
Sono bellissime.
Grazie e la prima volta che le vedi.
No e lo sai, molte volte dipende, di come guardi.
Che differenza ce, non capisco.
E cosi se ti guardo come madre, si sei bella, ma per un figlio, la mamma e sempre bella.
Se invece ti guardo come uomo, allora la bellezza e diversa, e vera.
Ho capito, tutta sta manfrina, e per toccarmi, vero.
Che io desidero toccarti e vero perché dire bugie, che sei bella e un gran pezzo, ai capito.
Non ho capito, spiegati meglio.
Posso parlare, senza sotto intesi.
Parla pure.
Sei un gran pezzo di fica.
Grazie, tutto qui, per strada ne o sentite molto di più.
A si e cosa ti dicono.
A bona, che culo cose cosi, adesso non ricordo tutto.
E ti piace sentirle.
A una donna fa sempre piacere ricevere dei complimenti.
Allora se ti dico che sei un gran pezzo di fica non te la prendi.
Dovrei, sei mio figlio, e non dovresti dire certe frasi, comunque grazie, se lo pensi per davvero.
Certo che lo penso.
Basta non ne parliamo più, siamo arrivati.
Mangiammo pizza e coca, mi passo i soldi sotto mano, dovevo fare il cavaliere.
La presi per mano dimmi e presto per andare al cinema, facciamo un giro sul lungo mare.
Volentieri.
Lascio la mia mano ci rimasi un po’ male, mi prese sotto braccio.
Lo so che volevi tenermi per mano, pensa se incontriamo conoscenti che io sto al tuo braccio non fa nulla, ma per mano, non e normale tra mamma e figlio, ti sembra.
Penso di si, passeggiammo a lungo e come aveva previsto lei, incontrammo conoscenti, non sapevo che avevano montato le giostre, che dici facciamo un giro.
Dove.
Dove vuoi tu.
Non so decidi tu.
Nel tunnel del terrore.
Perché li?.
Cosi al buio ti posso toccare le gambe.
Tu sei tutto matto andiamo.
Prendemmo posto, gli misi una mano sulla spalla, come entrammo, la tirai delicatamente verso di me la baciai sulla bocca, e misi la mano sulla coscia.
Ma tu veramente sei venuto per questo.
E vero e dal’auto che muoio di desiderio di toccarle.
Fai attenzione, qualcuno può vederci.
E tutto buio, amore, sali su sino alla mutandina, forzai dolcemente per fargli aprire le cosce, lo fece, avevo la mano sulla mutandina, senti dei peli che fuoriuscivano, dal orlo, stavo per mettere un dito dentro.
Tom smettila stiamo per uscire.
Era vero.
Facciamo un altro giro.
No ai toccato abbastanza.
Lo disse nervosa.
Scendemmo, dal veicolo, si rimise sotto braccio.
Sei arrabbiata.
Un po’ si, ti avevo detto che ho paura, che ci facciamo un po’ di coccole in casa, ci sto, ma qui come due amanti no.
Avevo una voglia matta di toccarti.
Lo capisco, pensa alla mia paura.
Era buio, e tra un carrello e l’altro ce molto spazio.
D’accordo non ne parliamo più.
Ti voglio un bene, grandissimo.
Dove andiamo.
Alla ruota ti va.
Tu vuoi portarmi a tutte le parti per allungare le mani.
Li quando stiamo in alto solo un elicottero potrebbero vederci.
Sei tutto matto e io che ti vengo dietro sono più matta di te.
Dimmi con sincerità sei contenta, io non voglio fare nulla che ti faccia dispiacere.
Sono contenta, e lo sono ancora di più, adesso che lai chiesto.
Andiamo sulla ruota.
Andiamo, siccome so bene che vuoi andarci per mettermi la mano sotto al vestito, si sicuro che nessuno possa vederti.
Che ragazzo fortunato che sono.
Penso per davvero che lo sei.
Ridendo prendemmo posto, iniziammo a salire come arrivo a una altezza che non potevano vederci, gli misi la mano sulla spalla, e iniziai a baciarla, rapido misi la mano tra le cosce, pressai delicatamente sulla fica, lei si giro, mi bacio sulla bocca, scostai l’orlo, della mutandina, cercai il clitoride, iniziai a accarezzarlo.
Amore non posso permettere che succede.
E bellissimo amore mio, lasciati andare.
Si amore, ma stiamo per scendere.
Guardai era vero, tolsi la mano e la guardai, sorrideva.
Guardandola fisso negli occhi mi portai le dite alla bocca e leccai.
Che fai stupido, mio.
Sento il tuo sapore di donna.
Scendiamo che siamo arrivati andiamo al cinema.
Dipende.
Come non vuoi andarci.
Se lo vuoi ok, ma pensavo che potevamo, andare giù alla spiaggia, ce la balera possiamo ballare, ci sono le bancarelle dei frutti di mare, che ne pensi.
Sarebbe bello, ma sarà per un’altra volta, adesso andiamo cinema se papa mi chiede che film abbiamo visto voglio dire la verità.
Ok ai ragione, ci recammo lungo il corso, trovammo una sala che proiettavano un film che il titolo ci attrasse, prendemmo posto, e poco dopo, spensero le luci, gli presi la mano intrecciammo le dite, non osai, mettere le mani, guardandomi in giro la sala era quasi piena, di tanto in tanto ci scambiavamo una leggera stretta, fu un bel film, ci divertito, solo a una scena molto sex, dove faceva capire che lui si metteva con la testa tra le cosce, e lai che miagolava, come una gatta in calore, mi avvicinai con la testa alla sua, lei capi e si accosto a me.
Che ce.
Vorrei fare la stessa cosa a te.
Tu stai uscendo di senno.
Sarà vero, ma sarebbe stupendo.
Sono Marisa, la mamma di Tom, devo spiegare, non ho nulla di cui giustificarmi, e che mi piacciono le cose chiare, come la racconta lui, si da impressione che io non aspettavo altro che farmi toccare da lui, in parte e vero, e che io due anni prima, iniziai a pensarlo come uomo, amante, e per me era diventata una ossessione, una malattia, annusavo le sue mutande, e mi masturbavo come una invasata, poi riuscì a comprarmi un cazzo finto, che vibrava, e da quel momento mi chiavavo con quel cazzo pensando che era lui.
Quando lui inizio a toccarmi, come donna, non e come la racconta lui nello stesso giorno sono accadute tutte, le carezze e che mi aveva messo la mano tra le cosce, e vero che ci arrivammo, dopo settimane, di piccoli toccamenti e cosi via.

Capitolo 2

Tornando a quella sera al cinema, e le dissi che mi sarei messo volentieri con la testa tra le sue cosce, mi aveva risposto che ero uscito di senno.
Notai che aveva stretto le cosce, penso che al solo pensiero le si era bagnata la fica.
Il film finì, ricordo molto poco, il mio pensiero era rivolto a lei, non e facile convincere la propria madre a diventare la tua amante.
All’uscita, che facciamo?
Torniamo a casa che vorresti fare.
Possiamo andare in spiaggia che ne dici?
E’ umido fa freddo, torniamo a casa.
Mi dispiaceva, ma non potevo fare nulla, arrivammo a casa prendemmo l’ascensore, appena si chiusero le porte la baciai sulla bocca, restava con le labbra chiuse, mi accarezzò, i capelli.
Amore stop siamo a casa disse.
Entrammo in casa era silenziosa.
Prendiamo una bibita?
Si, prepara, io vado a vedere papà che fa, per come è lui magari non ha preso neanche la frutta.
Mentre io aprivo il succo di frutta, lei andò di la.
Tutto a posto, lavora ancora.
Ci mettemmo seduti, e ci guardavamo negli occhi.
Mamma perché non vediamo se possiamo andare dai nonni? cosi staremo un po’ da soli;
e che lasciamo papà da solo?
Da solo? C’è la signora che ti aiuta, può fare lei il pranzo per papà,
Si potrebbe farlo.
Andiamo dai.
Tu dimmi come mai, tutta sta voglia di andare dai nonni.
Così staremo un bel po’ da soli, ti va?
Anche a casa stiamo da soli, quasi tutto il giorno.
E vero, ma mi sembrerà diverso.
Facciamo passare un po’ di giorni, e poi vediamo,,, che fai vai a letto?.
E’ presto sono appena le ventidue e trenta, guardo la tv, e tu?
Penso che farò la stessa cosa, ok prendi un po’ di pop-corn, e bibite e vai di la.
Tu dove vai?
Vado a cambiarmi, e ti raggiungo
Resta cosi ti prego.
Bello, ho capito il motivo, mi metterò qualcosa di leggero, e mi devo anche, cambiare la mutandina.
Ok, ti dispiace se ti faccio una domanda? parlando chiaro, lo faccio perché voglio che si crei tra noi qualcosa di più.
Dimmi, e facciamo così quando stiamo soli, chiamiamo le cose come sono.
Mi fai felice, la domanda è questa: quando ti ho detto al cinema che avrei voluto fare a te quello che avveniva sullo schermo, ti sei bagnata le mutandine, vero?
si non sono fatta mica di ferro, la scena era eccitante, tu che mi dicevi quello che volevi fare, è normale che, mi sia bagnata, la passerina.
Rideva, ok andiamo, ci alzammo, in un attimo, feci il giro del tavolo, la presi per i fianchi, la baciai sulla bocca, le passai la lingua tra le labbra.
Tom non possiamo potrebbe all’improvviso venire papà, fai il bravo, vado.
Preparai il tutto, andai nel salone, poco dopo mi raggiunse, aveva indossato una vestaglietta di quelle abbottonate davanti, anche abbastanza corta, scegliemmo un canale, iniziammo anche a mangiare, sedendosi il vestito già corto salì scoprendole un bel po’ le cosce.
Papà che fa?
Sai come è lui, lavora.
Finimmo di mangiare, ma io non riuscivo a non guardarle le cosce.
Cosa c’è la tv non ti piace?
Sei più bella tu.
Adulatore.
Posso mettermi come le altre volte?
Prendo un plaid.
Ci rimasi un po’ male, altre volte mi stendevo e poggiavo la testa sulle sue gambe, ora metteva il plaid, speravo non lo facesse, visto quello che si era creato tra noi, al ritorno, mise il plaid sulle gambe.
Stenditi, disse sorridendo, di sicuro aveva capito la mia delusione.
Mi distesi, facendo buon viso e cattiva sorte.
Nel momento che stavo per poggiare la testa, lei scopri le cosce.
Amore se sentiamo papa alza immediatamente la testa che mi copro.
Poggiai la guancia, che sensazione stupenda sentire, il calore della sua carne, iniziai a baciarle all’interno, mi girai, verso l’interno, venni a trovarmi a pochi centimetri dalla mutandina, era bianca e di quelle minuscole, stavo per mettere la bocca su, quando sentimmo papà che dava la buona notte, sollevai appena il capo, mamma si copri con il plaid, e come era sua abitudine venne e la bacio dandogli la buona notte.
Come andò via, stavo per scoprirla.
No amore vado, a letto anch’io.
Non puoi stare ancora un po’?
No non e normale che io non lo raggiunga.
Mi fai dare un bacio li?
Dallo se ci tieni così tanto.
Gli sollevai il vestito e misi la bocca sulla mutandina, dato che era piccola si era messo tra le labbra della fica, gli passai la lingua, lei mi sollevo.
Basta cosi amore.
Ci alzammo, buona notte amore e mi raccomando, adesso che vai a letto, stai fermo con le mani.
Si ma tu sai in che condizione sono.
Lo so amore, e tutto il pomeriggio che sei in tiro, comunque scherzavo, fai quello che devi fare.
Mi dai le mutandine.
Che vuoi?
Le mutandine.
Che te ne fai.
Quando farò da solo, sentirò il tuo profumo.
Ok te le do aspetta un attimo.
Si sollevo il vestito quel tanto, da togliersi le mutandine, come le tolse stesi la mano, mi fece cenno di attendere, le mise tra le cosce, le strofino tra le labbra della fica.
Ecco, adesso sono piene del mio profumo.
Me le diede, e si avvicino per baciarmi sulla bocca, gli diedi la lingua.
Amore domattina ci baceremo, buona notte.
Le diedi la buona notte, lei prima di andare mise la mano tra noi e prese il mio cazzo.
Com’è duro amore, ed è anche di una certa grandezza, cerca di non sporcare il letto.
Spegnemmo le luci, e nel corridoio che era al buio, le sollevai il vestito da dietro e gli accarezzai il culo, mi diede una altra stretta al cazzo, ed entrò nella loro camera; io andai nella mia.
Dopo essermi messo nudo spensi la luce, e con la mutandina sulla mia bocca, sentendo il profumo della fica di mamma, mi masturbai, ne usci tanta, ebbi l’impressione che non volesse smettere di sputare sperma, mi diedi una pulita e cercai di dormire, mi svegliai l’indomani mattina, felice come una pasqua come si usa dire.
Andai in bagno, dopo le pulizie mattiniere, caso raro mi rasai, profumandomi come un negozio di profumi, mi recai in cucina, buongiorno Mamma,
ciao amore,
ben svegliato, vuoi la colazione?
Si ma per primo desidero baciarti.
E quello che volevo sentire, amore mio.
Sorridendo accostammo le nostre labbra, le diedi la lingua e questa volta aprì la le labbra e la prese, iniziamo a giocare, con le nostre lingue, misi la mano lungo la coscia e sollevai il vestito, le accarezzavo il culo, passai tra le cosce, era senza mutande, iniziai a masturbarla, ma lei,
fermo amore, adesso preparo la colazione e dopo dobbiamo parlare.
Tutto quello che vuoi tu, basta che non mi dici che non vuoi più.
Ma no, amore, sono felice, e poi hai visto come ti ho baciato, hai ancora la mano tra le mie cosce, dobbiamo solo chiarire un po’ di cose, dai siediti e mangia qualcosa.
Io vorrei mangiarti la fica, non i biscotti.
Dopo se lo vorrai, ti metterai con la testa tra le mie cosce, dimmi questa notte ai lavorato di mano?
Non resistevo più.
Cosa hai fatto con le mutandine.
Mentre mi segavo, sentivo l’odore della tua fica.
hai goduto?
Ho goduto e così tanto, ho pensato, che non finisse più di buttarne fuori, penso di aver sporcato anche il letto.
Era normale sei stato ore, eccitato cosa credi che non ti ho visto e sentito? hai fatto di tutto, per farmelo sentire, ok mangia adesso, torno tra poco.
Feci colazione con appetito, misi le stoviglie nella lavastoviglie ed andai di la, vidi la camera aperta, aggiustava il letto, non mi aveva sentito arrivare, mi avvicinai silenziosamente, l’abbracciai da dietro.
Matto mi hai fatto paura.
Me la tirai sul letto, feci in modo di mettermi sopra, la baciai sulla bocca, le diedi la lingua, misi la mano sulla coscia, lasciai la bocca, baciai il viso, voglio leccarti la fica vuoi?
Amore sono cose che si fanno senza chiedere.
Lo so ma io non voglio fare nulla, che non vuoi anche tu.
Sai io desidero accontentarti, e lo voglio anche io, ma non è facile dire a mio figlio leccami la fica.
Lo so, ma ti prego fai la forte, e dimmi di si.
Io ti ho detto che volevo parlarti, in breve: noi ci possiamo baciare, mi tocchi, mi vuoi leccare la fica, va bene, io toccherò te, ma non devi pensare mai di volermi chiavare, non ti faccio entrare da dove sei uscito, oltre a questo possiamo fare quello che vogliamo, senza chiedere, ognuno farà quello che desidera, senza chiederlo, d’accordo?
Ti chiedo due cose, vedi tu se mi puoi accontentare.
Dimmi.
La prima: desidero averti nuda, desidero baciare tutto il tuo corpo.
Si può fare, l’altra?
Lo sai che ho la passione per le foto.
Sono stata la tua cavia, perché lo chiedi, l’hai sempre fatte.
Questa volta, vorrei farle sexy.
Nuda?
Si e in varie posizioni.
Sei matto per davvero, ovvio che mi vedi nuda, dato che ti ho detto di si , ed è normale se mi vuoi baciare tutta ma le foto tu le metti sul PC, e papà, ci lavora spesso, se le trova sai il casino?
Ma no, io ho un piccolo programma, dove si crea un disco virtuale, dove metto tutto quello che voglio senza che nessuno riesce a capirlo, puoi stare tranquilla.
Ok mi fai vedere come funziona, e poi ti do la risposta, ad un patto, se le facciamo, io le faro a te.
Come vuoi, lo sai che ho il telecomando alla camera cosi ne faremo, alcune insieme.
Adesso la finisci e ti dai da fare, parli troppo figlio mio, la mia fica e impaziente di provare la tua lingua, ci mettiamo nudi?
E quello che più desidero spogliamoci.
Ci denudammo, mio Dio che spettacolo, bellissima, è vero che l’avevo vista nuda quando si chiava da sola con il cazzo di gomma, ma vista li a portata di mani era meravigliosa.
Amore ti ho fatto proprio bene, e che bel cazzo che hai, vieni abbracciami, baciami, io sarò dannata all’inferno, non mi importa, voglio che mi stringi forte, e datti da fare, ho voglia di godere.
Iniziammo a baciarci succhiando a vicenda le nostre lingue, io gustavo la sua saliva, il cazzo duro come il marmo pressato contro di lei, dopo un bel po’ che ci baciavamo, lasciai la sua bocca e andai a succhiare i capezzoli, intanto con le mani esploravo il suo bel corpo, lentamente scesi giù, verso il paradiso, che si chiama fica, che goduria, stare con il viso, sul monte di venere, i peli neri e ricciuti mi pungevano le narici, le feci aprire le cosce, con due dite aprii le grandi labbra, il clitoride era abbastanza sviluppato, era un affarino di circa tre centimetri, sembrava un piccolo cazzo, lo presi tra le labbra, iniziai a martellarlo con la punta della lingua, si stava ingrassando nella bocca, cazzo pensai sto facendo un pompino in miniatura.
Amore mio che bello succhialo, girati verso di me che possa accarezzarti il cazzo.
Mi girai mettendomi nella classica posizione del sessantanove, lo prese e inizio a masturbarmi, lentamente, non mi saziavo, di leccare, gli misi un dito dentro, andavo dentro e fuori.
Amore un attimo.
Cosa succede?
Nel comò c’è un cazzo di gomma aspetta che lo prendo.
Si alzò, prese il cazzo e me lo porse.
Amore mentre mi lecchi, mettilo dentro.
Ci rimettemmo come prima, lei apri le cosce di più, presi il clitoride tra le labbra, puntai il cazzo di gomma all’ingresso della fica, spinsi delicatamente, era abbastanza grande, quando l’avevo visto era dentro di lei, adesso che ce l’avevo in mano, mi rendevo conto di come era grande.
Glie lo misi tutto dentro, iniziai a chiavarla, era erotismo puro, ma frustante, desideravo essere io dentro di lei.
Amore mio che bello, continua, non ti fermare, fammelo sentire nella pancia.
Vorrei essere io dentro di te.
Lo so amore ma non si può, dai che belloooo, goooodooo.
Mi presso la testa sulla fica, mi blocco, pochi secondi e si rilasso.
Amore togli il cazzo, mi sento tutta rotta, che goduria, amore, adesso penso a te.
Girati amore baciami.
Un attimo, passai la lingua tra le labbra della fica a raccogliere i suoi succhi, nel frattempo, misi il cazzo vicino al buco del culo, spinsi un po’, volevo quasi vendicarmi, perché lui e non io.
Amore nel culo no, mi ammazzi.
Io penso che vorresti provarlo.
Si lo vorrei ma ho paura, e troppo grande.
Aspetta, lo portai alla mia bocca ci sputai sopra, pieno di saliva glie lo misi di nuovo vicino al buco del culo, spinsi e la cappella che trovò la sua strada.
Amore no toglilo è troppo grande.
Poteva togliersi, ma non fece nulla, mi ero fermato per farle abituare ad averlo dentro, continuai a leccargli la fica, spinsi ancora, io sempre con il clitoride, in bocca, spinsi senza più fermarmi.
Amore basta ti prego e troppo grande.
Amore l’hai preso tutto, adesso ti piacerà.
E’ vero ce lo tutto dentro?
Si amore, dimmi quando vuoi che inizio a muoverlo.
Prova, piano piano.
Iniziai ad uscire entrare lentamente.
Si cosi va bene.
Ti piace? stai godendo molto vero?
Tantissimo.
Dimmi che sei contenta che te l’ho messo nel culo.
Si amore più svelto, così che bello! si amore che bello!
Strinse il culo e mise la mano sulla mia, per fermarmi.
Amore esci piano.
Un attimo, ce la fai a restare così con il cazzo dentro, per un po’?
Che vuoi fare?
Vado a prendere la macchina voglio farti delle foto, con questo grosso cazzo nel culo, sarà bello rivedere.
Amore avevo detto per le foto, aspettiamo.
Facciamo queste poi vedrai vuoi.
Va bene ma fai presto.
Andai di corsa in camera mia presi l’apparecchio, tornai in camera era rimasta come l’avevo lasciata solo manteneva il cazzo.
Amore voleva uscire.
Iniziai a scattare a raffica, lascia che esce un po’, lo fece così si inquadrava bene sia il cazzo che il suo bellissimo culo, amore chiavati un po’ da sola, avevo inserito la video camera, ti vuoi girare di lato?
No basta mi fa male.
Se lo tolse, lentamente e continuavo a filmare.
Basta amore lascia stare la camera.
Mi distesi al suo fianco, mi bacio, prese il cazzo e inizio a masturbarmi, non ci misi molto, a venire, gli gridai il mio amore.
La baciai un po’ per tutto il viso, sei contenta?
come non potrei? non immaginavo, che potessi leccarmi la fica, così bene.
E l’inculata?
Non farmi vergognare, ho goduto come un’invasata, bellissimo, non so come ho potuto prenderlo tutto.
Lo rifaremo.
Cosa vuoi rifare?
Tutto.
Se a te sta bene, lo rifacciamo quando vuoi, tutti i giorni.
Poveretto il mio culo.
Si potrebbe provare con due.
Come due io ce no solo uno.
Nella fica mettiamo quello finto, e nel culo il mio, non sono uscito dal culo, che ne pensi?
Mio dio essere chiavata e inculata contemporaneamente, vediamo domani, facciamo la doccia?
Andiamo.
Dopo avere fatto la doccia.
Caro vediamo le foto che hai fatto e mi fai vedere il programma sul PC.
Ok andiamo, dopo aver acceso il PC, collegai la camera e scaricai tutto foto, e video, iniziammo a vederle, quando vide, quella con il cazzo a meta nel culo.
Tom mio Dio, come è diventato, il mio povero culo.
Dimmi la verità, non e la prima volta.
Ci ho provato da sola ma mi faceva male tu vedi quanto e grande.
Io mi riferivo, a un cazzo vero.
Mi stai chiedendo se mi sono fatta inculare da qualcuno?
Si.
Vuoi sapere troppo.
Puoi confidarti.
Con altri uomini, non l’ho mai fatto, una notte tuo padre ci volle provare, acconsentii, fu una cosa rapida, né piacevole, né dolorosa, visto che ha un cazzo piccolo.
E’ come me?
Perché il tuo secondo te è piccolo?
Hai detto che mi vuoi inculare, sai il dolore che sentirò?
Scusa, hai preso, quello che è veramente enorme, ed hai paura, del mio?
Vedere queste foto, e il parlare, mi stai mettendo il sangue in subbuglio, fammi vedere il programma, altrimenti distruggi tutto.
Guarda, cosa è questo?
Mi sembra, un foglio.
Brava, adesso cerco di aprirlo vedi?
Si era aperto una cartella con tanti programmi, vedi il computer non sa con quale aprirlo, adesso, lo guido io, feci alcuni passaggi, poi misi la password, e si aprì, adesso puoi vedere cosa ho? C’erano foto di donne nude, trans con grossi cazzi, video porno, sei convinta?
E vero è molto difficile trovarlo, ma può essere pericoloso.
Non lo è, se hai paura, io metto quel foglio, che poi si chiama disco virtuale, lo copio su una chiavetta, e cancello questo dal PC.
Fai così, mi sento più sicura.
Ok mi sento più sicura, ma che ne fai, sia le mie che l’altro materiale.
Le tue, le guarderò, e faro da solo.
Matto hai me.
Ok poi vediamo.
Dimmi, per me è la prima fica che ho leccato, come sono andato?
Amore mi hai fatto morire di piacere, sai quando sono stata con altri, incluso papà, vedevano il mio piccolo cazzo, hai visto che non è normale, è molto sviluppato, non lo toccavano e dopo non ci riprovavano, tu l’hai leccato, succhiato, mio Dio, solo al pensiero, mi bagno tutta.
Andiamo sul letto e te lo rifaccio volentieri.
Mi piacerebbe e non sai quanto ma devo uscire, vieni con me?
Dove devi andare?
A fare la spesa, papà questa sera viene con due coppie di amici, e più tardi arriva la signora Maria ad aiutarmi, vieni?
Non me l’hai mai chiesto, perché adesso?
E un po’ diverso, mi piace, stare con te, adesso tu non ti comporti come un figlio stronzo che non voleva aiutarmi, adesso ti comporti come un innamorato con la sua bella.
E’ vero, ti chiedo scusa per il passato.
Volevo chiederti, ho visto che usi biancheria ridotta, hai tutto mini, con reggicalze, eccetera?
No ormai quasi non si usano più, perché?
Mi piacerebbe farti delle foto con quegli indumenti, di sicuro sarai più sexy di quello che già sei.
Ok ti accontento, compriamo quello che vuoi, vado a prepararmi, fallo anche tu.
Si vai prima tu io devo dare una calmata al mio fratellino.
E chi sarebbe?
Questo, e gli mostrai il cazzo in tiro.
Ma tu stai sempre cosi?
Prima non è che sono rimasto molto soddisfatto, poi rivedendo il tutto, vedi come sto?
Alzati, e poggiati alla scrivania.
Feci come aveva detto lei prese il mio posto, mi tiro giù i pantaloncini e le mutande, prese il cazzo.
amore come e bello liscio e la cappella e cosi rosea, sembra di seta.
Iniziò a masturbarmi lentamente, poi accosto la bocca, diede delle linguate tutto intorno alla cappella, lo prese in bocca, e inizio a succhiare, andare avanti indietro.
Che bello continua, non ti fermare.
Continuava senza un secondo, di tregua.
La situazione era di un arrapante, non è di tutti giorni vedere il tuo proprio cazzo nella bocca di tua madre, non resistevo più.
Mamy non resisto più sto per venire.
Cercai di toglierlo dalla bocca, ma lo trattenne, avevo messo le mani sulla sua testa, l’accompagnavo, nei movimenti avanti indietro, al momento che stavo per schizzare, glie lo feci prendere tutto e la bloccai, esplosi come un vulcano in eruzione, ingoiò il tutto, la lasciai libera, di fare quello che voleva, lo mise fuori, ma senza lasciarlo, succhio e lecco sino all’ultima goccia.
Amore sei contento?
E come potrei non esserlo? ti amo amore mio.
Mi guardò, il suo sorriso era triste, perché mai?
Amore, tu mi ami, io ti amo dal momento che sei nato.
Dimmi perché sei triste?
Sono triste, è bello tra noi, ma mi sento in colpa verso mio marito, tuo padre.
E’ vero ma ci amiamo non pensiamoci e non rattristarti.
Va bene amore, vado a prepararmi per uscire.
Ok, vai in bagno prima tu, io metto a posto il PC, poi vado io.

Capitolo 3

Poco dopo uscimmo, ci recammo, al centro commerciale, per prima cosa la guidai verso un negozio di intimi.
Ai solo un pensiero in testa.
Mi conosci, quando penso una cosa, devo farla.
Ok, vediamo quello che più ti piace.
Scegliemmo, vari indumenti, tra il nero e bianco, la commessa ci guardava un po’ sorpresa, vedere un giovane con la mamma scegliere indumenti molto sex, la guardai e gli feci il mio migliore sorriso.
Mamma andò in camerino per misurare una camicetta, rivolgendomi alla commessa, come ti chiami.
Ivana, tu.
Tom, ti va di andare a mangiare una pizza, una sera.
No so, e la prima volta che ti vedo, accettare al buio, non lo so.
Ci siamo presentati, dai dimmi di si.
Ok segnati il numero.
Lo segnai, torno mamma, pago, uscimmo.
La ragazza che frequentavo rompeva, faceva la preziosa, non mi andava, più, proverò a chiamare la commessa domani sera.
Sei contento degli indumenti che abbiamo comprato.
Sarai da sballo.
Dimmi la commessa ti a detto di si?.
Che ne sai.
Ci voleva tanto tempo per misurare, ti ho dato il tempo, necessario, per farti fare il casanova.
Gelosa.
Un po’ si, capisco anche, che devi divertirti, e quella ragazza che vedevi?.
Basta mi a rotto.
Ok, ti a detto di si, uscirà con te.
Mi a dato il numero poi vediamo.
Verrà sei troppo attraente, come può dirti di no.
Dove andiamo adesso.
Fare la spesa, dobbiamo mangiare e abbiamo ospiti, ai dimenticato.
Ai ragione adesso provo, a chiamarla vedo se accetta per questa sera.
Non farlo ti prego papa ci tiene vederti a tavola, lo sai che per lui sei, il suo erede, anche sul lavoro, e questi non solo sono amici, anche, dei soci importanti per la fabbrica.
Capisco, ma lo sai la noia.
Resta e ti prometto, che quando vanno via staremo un po’ insieme, ti va.
Pur di restare solo con te, faccio qualsiasi, sacrificio.
Bravo il mio amore.
Comprammo di tutto e di più, ritornammo a casa, aiutai a mettere a posto il tutto.
Vuoi, fare uno spuntino?.
Volentieri.
Un panino va bene.
In verità, pensavo di mangiarti la fica, succhiarti, quel piccolo, e bellissimo, cazzo.
Sei matto, mangia qualcosa per davvero, poi vediamo, e poi mi devo lavare, sai come sto.
Posso immaginarlo, ma avrebbe il gusto di fica e non di sapone intimo.
Si un puzza di baccalà, haha.
A me piace il baccalà.
Si ma non quello, basta, non parliamo di queste cosi mi fai bollire il sangue, e poi che facciamo parliamo sempre delle stesse cose?.
A me piace, parlare porno, e credo anche a te.
In verità non lo so, a volte mi piace, sentirlo da te, mi piace di più.
Io vado in camera mia, la signora, quando arriva?.
Tra qualche ora.
Ok vado, andai in camera, mi sdrai, sul letto, prima, mi ero spogliato, ero in uno stato di grazia, arrivo un messaggio della ragazza che avevo litigato non risposi non mi volevo innervosire, ne mandai uno alla commessa, mi rispose, grazie, anche tu sei un fico.
Neanche a dirlo, stavo, eccitato,solo se la pensavo mi si raddrizzava, iniziai a toccarmi, delicatamente.
Giovanotto non sei mai sazio?.
Solo se ti penso, mi eccito.
O un po’ di tempo, voglio stare qui con te.
Vieni, si distese al mio fianco e la baciai, dandogli la lingua, misi la mano sotto al vestito, era senza mutande, sei senza mutandine?.
Che le metto a fare, quando tu subito le vuoi togliere.
Dopo mettile.
Perché?.
Cosi la sera prima di andare a letto me le dai.
Matto mio, non ti basta, che puoi, avermi.
Basterebbe, se tu staresti al mio fianco, dato che sono da solo, le tue mutandine, con il loro profumo di fica, mi faranno, immaginare che tu sei con me.
Capisco, dopo le metto.
Ti va di fare un po’ di coccole.
Se vuoi si abbiamo tutto il tempo, non ti farà, male, venire molte volte.
Mi viene cosi facilmente, non e forzato, per tanto mi fa bene non male.
Ok ci mettiamo nudi.
No preferisco cosi.
Ok mi sono lavata prima, cosi non sentirai il baccalà.
Matta, mia, amore mio, ti voglio chiedere, quando sto per venire, vuoi che mi tolgo.
Ma no, e l’attimo più bello del pompino, non capisco le donne che non vogliono, essere sborrate in bocca.
Perché e l’attimo più bello?.
Senti la cappella che si ingrossa, capisci che sta per arrivare, il primo getto, e quanto arriva bollente, giù, in gola, senti che la fica, impazzisce di piacere, se ti togli il piacere sarebbe solo tuo, vuoi che mi metta io di sopra.
Si, mi abbassai le mutande, lei si sollevo il vestito e si mise su di me, nella posizione del sessantanove, vedere quella fica cosi bella a pochi centimetri dalla mia bocca, in quel momento vidi da vicino in bella vista anche il buco del culo, mi venne voglia di passare la lingua.
Amore che fai.
Ai culo bellissimo, e questo buco e cosi delizioso, posso dargli una leccatina.
Tutto quello che vuoi tu amore, che bello continua.
Dal culo passai a succhiare quel piccolo cazzo, lei succhiava il mio, che sessantanove, nemmeno nelle più grande fantasie erotiche, avrei immaginato, di farlo con lei, continuammo per un bel po’,esplodemmo entrambi quasi in contemporanea, si rilasso poggiandosi, su di me mi trovavo ad avere a pochi centimetri dagli occhi, uno spettacolo unico, si alzo, e ci rivestimmo.
Sei fantastico amore.
Tu lo sei, amore, ai pensato di chiedere di andare dai nonni.
Ma perché vuoi andarci anche qui siamo da soli.
Non e lo stessa cosa.
Perché?.
I nonni erano paterni, e papa in un terreno poco lontano dalla casa paterna, aveva costruito una villetta.
Andando li la notte possiamo dormire insieme, pensaci noi due nudi, dormire abbracciati, non ti piacerebbe l’idea.
Non ci avevo pensato, domani ci provo, cosa non farei per te amore, vado di la tra poco arriva la signora.
Poco dopo mi alzai feci la doccia, mi dedicai a stendere questo racconto.
Arrivo papa, e poco dopo gli amici, e azionisti di papa, cera la moglie di uno di loro, si diceva che era una donna facile, con quello che era successo con mamma, mi aveva reso più audace, prima ero un po’ timido, non e che non ci sapevo fare, con le ragazze mie coetanee non avevo problemi, e con le donne più grande di me che mi mettevano, in soggezione, ero timido e impacciato.
Dopo gli apertivi, prendemmo posto, e feci di tutto per sedermi vicino alla signora, mi fece le solite domande stupide, che tutti i grandi si sentano in dovere di, farle.
Risposi educatamente, a tutte le domande, anche se in cuor mio avrei voluto dirgli, andiamo di la che ti scopo, altro che domande stupide.
Di proposito, con la scusa di prendere il vino e versarglielo, mi accostai con la gamba alla sua, dopo avergli versato il vino, potevo scostarmi, restai con la mia a contatto con la sua, aveva tutto lo spazio, per scostarla, non fece nulla, guardai le sue gambe vidi che erano abbastanza scoperte, e mi pulì la bocca e poggiai il tovagliolo sulle mie gambe, di proposito sfiorai le sue, non fece una piega, mi guardai in giro nessuno badava a me parlavano tra loro,papa come al solito, di affari, le donne, di vestiti che altro.
Rifeci la stessa cosa, ma questa volta osai, misi la mano direttamente sulla coscia restai fermo, attesi una sua reazione, che non venne, scivolai all’interno delle cosce, le apri per agevolarmi, dalla mia sinistra mi arrivo un calcio agli stinchi, era mia madre, la guardai sorrideva, quel sorriso non prometteva nulla di buono.
Tom mi aiuti per favore.
Certo, presi i piatti sporchi, gli andai dietro, come entrammo in cucina.
Che ti salta in mente, non ti basto io.
Cosa centra, sei gelosa amore mio.
Si lo sono.
Capisco, ma tu cerca di capire me, ho bisogno di chiavare, non posso andare avanti, a masturbazione.
Ti ho promesso che ti do il culo, cosa vuoi di più.
E vero, ma sai farsi una scopata e diverso(avevo preso la palla a volo, desideravo scoparla, forse la gelosia, la faceva cambiare idea).
Io non te la do, se lei si fa scopare, provaci pure.
Prese, la portata, mi chiese di portare i piatti puliti, usci dalla cucina nervosa, tornai nella sala da pranzo, come presi posto la signora, rapida accosto la coscia alla mia, era eccitante,Mamy non mi degnava di uno sguardo si vedeva lontano un miglio che era nervosa.
Tom mi fai vedere il bagno.
Si signora venga, non guardai Mamy, volevo che si roder esse per la gelosia.
Come uscimmo dalla sala.
Tom mi dai il tuo numero, ti chiamo quando posso, prendiamo un caffè insieme.
Dopo glie lo do su un pezzetto di carta.
Ok vai di la adesso.
Ok vado, fu più forte di me allungai la mano e gli accarezzai il culo, si potrebbe fare qualcosa, a questo qui.
Sta a te vai.
Tornai a tavola, Mamy mi diete una occhiata fulminante, mio Dio era gelosa da fare paura.
Quando la signora fece ritorno, accosto di nuovo la coscia alla mia, mi scostai, non volevo, che si innervosiva più.
La cena fini, iniziai a sparecchiare, come entrai in cucina.
Ai finito di fare il gallo?.
Ma di quale gallo parli.
Cosa credi che sono stupida cieca, questo pensi di me.
Ma no non ho fatto niente.
Ho capito, domani vai a trovare la signora, e lascia stare me.
Era in procinto, di uscire, dalla cucina, la presi una mano, e la trattenni e la strinsi a me.
Smettila mi fai male.
La strinsi a me, adesso basta, se non la finisci, vengo di la e ti bacio sulla bocca davanti a tutti.
Tu sei pazzo.
Si di te, la finisci ho no.
Ok, ma tu a quella non la vedi.
Stai tranquilla, io amo te e voglio solo te, dopo vieni stiamo un po’ insieme.
Dipende, vediamo, papa che fa e quando vanno via sti rompi.
Salutai, andai in camera mia, accesi il PC, e mi rividi, le foto, poco dopo chiusi tutto, mi a pisolai, non so il tempo, che passo.
Amore sveglia.
Mi ero addormentato.
Ho visto, mettiti a letto normale, ci vediamo domattina.
Perché non resti?.
E tardi papa mi aspetta, non rifarlo, mi ai fatto morire dalla gelosia.
Con la commessa non ai detto nulla.
E vero con lei puoi vederti se ti va, ma quella puttanella, no.
Ok calma, lo sai che tu sei il mio amore.
Si fare il galletto, ti piace, ci vediamo domattina.
Mi bacio e mi lascio.
Mi svegliai presto, per me presto erano minimo le dieci, la casa era silenziosa, guardai nella camera di Mamy, dormiva, mi distesi al suo fianco mettendomi sotto lenzuola, mi avvicinai, lei mi senti e mi abbraccio, iniziai a baciarla, misi la mano tra le cosce lei non mi diede il tempo, che strinse le cosce.
No amore, mi sento sporca.
Ma no.
Lo sono, questa notte papa a voluto farlo.
Fai la gelosa, e poi vai nel letto e ti fai scopare.
Ti ricordo che e mio marito, o lai dimenticato.
Volendo potevi trovare una scusa.
Lo fa di rado, quella volta che vuole io non posso e non voglio dirgli di no.
Fai quello che vuoi, vado a farmi la doccia.
Andai nel bagno, questa volta, ero io a fare il geloso, era normale che chiavarono sono marito e moglie.
Ero sotto al getto, d’acqua, e pieno schiuma.
Il mio nervoso, dammi la spugna ti insapono la schiena.
Era nuda,gli passai la spugna, e inizio a passarla sulla schiena, lascio la spugna, uso la mano, la mise tra le natiche, lavo per bene il mio pertugio, passo ai coglioni.
Girati amore.
Mi girai, mi sorrideva ci baciammo a lungo, con il getto d’acqua, sui nostri visi, il cazzo, duro, come il marmo, pressava sul suo ventre, dopo un bel po’.
Amore usciamo vuoi?.
Si, che fai esci, con gli amici, ai contattato la commessa.
Gli ho mandato un messaggio, ma non importa, dimmi ai chiesto se possiamo andare dai nonni.
Lo faro stasera.
Ok quando possiamo fare le foto con gli indumenti che abbiamo preso.
Quando andiamo dai nonni.
Volevo chiederti due cose.
Dimmi.
Se mi dai dei soldi vorrei comprare un PC portatile.
Te lo sempre detto mi dicevi che non serve, se vuoi usciamo insieme, e puoi prendere quello che ti piace.
Grazie, quello che desidero veramente, e che convinci papa, per l’auto.
Abbiamo paura, lo sai il brutto incidente che ai subito con il motorino.
Ma non fu colpa mia.
Lo sappiamo la paura resta, ci provo.
Mio Dio quanto ti voglio bene, la strinsi, tra le bracce cosi forte da farle male.
Andiamo, che tu in mediatamente mi fai sentire questo palo sul ventre.
Andammo a vestirci poco dopo uscimmo.
Non so cosa mi succede capita di avere degli sbandamenti, mi gira la testa dura solo per qualche secondo poi passa, non gli dico nulla se no iniziamo ospedale dottori, come tutte le mamme si preoccupa.
Al nostro ritorno avevo il portatile, papa voleva darmelo prima, io sono stato sempre il tipo se una cosa non serve, e inutile comprarla.
Amore vieni in cucina prepariamo uno spuntino.
Ti raggiungo.
Aveva preparato panini e salumi, dopo mangiato, la presi tra le braccia e ci baciammo, gli sollevai il vestito, misi la mano nella mutandina, cercai il clitoride, lo presi tra le ditte e iniziai a masturbarla, lo trattavo come se era un piccolo cazzo.
Amore come lo fai bene, sai come farmi andare in estasi.
Vicino all’orecchio, gli dissi ti voglio.
Anche io amore, ma non abbiamo molto tempo, di andare sul letto, e fare come avevamo progettato.
Lo ma facciamolo qui ti prego.
Amore stiamo parlando, che lo metti nel culo, no la fica.
Mi riferivo a quello.
Ci vuole qualcosa per lubrificarlo, cosi mi massacri.
Ce il burro, faccio come nel film ultimo tango a Parigi, che ne pensi.
Va bene prendo il burro.
Lo prese.
Tira fuori il gigante.
Lo prese, ci spalmo un po’ di burro sulla cappella.
Prendi un po’ sul dito e lo metti vicino al buco.
Si sollevo il vestito, abbasso le mutandine, mi sorrise, si appoggio al tavolo mettendosi alla pecorina, che culo, e da pazzi.
Passai il burro sul buco, entrai con il dito cosi lubrificai un po’ l’intero, poggiai il cazzo al buco, e spinsi, la cappella trovo la sua strada, entro, mi fermai.
Amore aspetta un po’.
Attesi, alcuni secondi poi spinsi e non mi fermai sino a che con il ventre non toccai, le natiche, amore dimmi quando vuoi che mi muovo.
Inizia piano, ma perché ho detto di si, mi sento, aperta, e fa male.
Se vuoi mi tolgo, non voglio che soffri.
No ormai ci sei, inizia a muoverti piano.
Misi la mano di sotto e cercai il clitoride, iniziai a stuzzicarlo, con l’altra mano, la tenevo, iniziai a pomparle quel meraviglioso culo.
Si amore cosi, non fa più male, solo non venire presto, godiamo insieme.
Andammo avanti per un bel po’,.
Amore mio vengono, cosi che belloooo.
Esplosi, dentro di lei, la bloccai con tutte e due le mani, ben pianto dentro.
Amore esci lentamente.
Feci come mi aveva chiesto.
Amore sei contento.
Come non potrebbe essere.
Mi ai massacrata.
Ai goduto.
Certo all’inizio e stato doloroso, ma poi scivolava bene, e mi piaceva.
Vuoi dire che lo rifaremo?.
Si se lo vuoi, devo chiederti due cose, la prima, devi usare il preservativo, se non si fa.
Ok capisco, e l’altra.
Dimmi cosa pensi di me, mi sento una puttana, che mamma sono io che si fa inculare dal figlio, un giorno avrai ribrezzo di me, sono una snaturata.
La presi tra le braccia, e baciandola.
Amore mio, non dire queste cose, di te, io ti amo, abbiamo scoperto di amarci, al di la del rapporto madre e figlio, mi piace dirti che, dovunque la vita mi porterà, tu sarai con me, sempre nel mio cuore, nei miei pensieri, come mamma. una mamma stupenda, e come donna, ti amerò per sempre.
Davvero?, a volte mi guardo allo specchio e mi rimprovero.
Non farlo, non potremo essere più felici, e non devi sentirti in colpa, ti amo amore mio.
Ok forse ai ragione tu adesso vatti a lavare, dopo vado a rinfrescarlo un po’, il mio buchetto, e addolorato ma contento.

L’indomani mattina mi venne a svegliare.
Amore dormiglione, svegliati, delle buone, nuove.
Strofinandomi gli occhi, la guardai era contenta sorrideva, che ai, stesi la mano a prendere la sua, e me la tirai addosso, come mai sei cosi contenta?.
Papa parte per gli stati uniti, stara via dieci giorni.
Quando alla notizia, mi ero svegliato del tutto.
Tra due giorni, e le sorprese, non finiscono qui.
Cosa ce, ancora.
Prova a indovinare.
Non lo so, dimmi.
Mi a dato il via libera a comprarti l’auto.
E vero?, mio Dio quando vi voglio bene cosa ho mai fatto, per avere, cosi tanto nella vita.
Usciamo ai idea che auto vuoi.
Dipende,che somma abbiamo a disposizione, usata, nuova.
Nuova, ma senza esagerare.
Ok vado a fare la doccia, tu sei già pronta.
Si vado a prepararti un po’ di colazione.
Andai nel bagno, ebbi un capogiro, stavo per cadere mi salvo il lavandino, questa volta duro di più, mi ripresi, e poco dopo, uscimmo, tornammo a casa ridendo, come due ragazzini contenti, l’auto la consegnavano dopo dieci giorni.
Papa parti, a volte nel bagno mentre mi radevo, mi davo dello stronzo, papa mi accontentava, su tutto quello che desideravo, e io gli facevo del male, alle spalle.
Tornammo dal’aeroporto, erano le sedici.
Amore che fai, io vado a fare un riposino.
Vengo con te.
No se vieni non dormo, sicuro.
Ok stasera usciamo.
No restiamo a casa.
Facciamo le foto?.
Come vuoi.
Mi bacio, andò in camera sua, io andai nella mia.
Mi chiamo per la cena.
Aiutai, a pulire.
Che facciamo?.
Avevamo detto le foto.
Come vuoi, come vuoi iniziare.
Vorrei mettere, la video camera, che inquadra il centro della stanza, cosi lei riprende, mentre ti spogli, io faccio le foto, sei d’accordo.
Si ma lo farai anche tu.
Va bene.
Che pezzo vuoi che indosso, stasera.
Quello nero, con la mutandina bianca, pochi minuti fece ritorno, mio Dio tu mi fai venire un infarto.
Mi ai vista per tanto non prendermi per il culo.
Se e per quello ti ho preso.
Stronzo, dai inizia, misi la video camera in moto e iniziai a scattare, si toglieva gli indumenti lentamente, quando rimase con il reggiseno, e reggicalze nero, le mutandine bianche, era qualcosa, di cosi sex, che non si può immaginare alla fine rimase nuda, mi accontento in tutto.
Adesso tocca a te.
Sono un bel ragazzo, almeno dicono, lei se la rideva, io ero contento, anche se ero a disaggio, basta che si divertiva, era un po’ di tempo che la vedevo triste, rideva di rado.
Penso che basti, poi tu con sto coso dritto mi distrai.
Ti viene il desiderio di toccarlo.
E non solo.
Mi venne un pensiero, non so se ci stava, amore ti va se te ne faccio una mentre ce lai in bocca.
Come fai?.
La metto sul cavalletto e la comando con il telecomando vuoi.
Amore cosa non farei per te prepara.
Preparai il tutto, la feci sedere sul divano, misi a fuoco, ne facciamo una di prova, andai vicino, glie lo misi vicino alla bocca, prendilo solo tra le labbra, scattai, due volte, andai a controllare, perfette, ritornai, adesso prendilo lentamente,sino in fondo, quando più puoi, lo prese e io scattavo, non mi ricordo gli scatti che feci, ma non resistevo perché lei mi stava facendo un pompino in pieno, lasciai l’apparato, e la aiutai a andare dentro fuori, non resisto più amore, e sborrai nella sua gola, succhio sino a l’ultima goccia, gli diede una leccata tutto in torno alla cappella, si alzo e fece una cosa che non mi aspettavo, mi bacio,, non sarebbe nulla di strano, se no che aveva la bocca piena della mia sperma, mi trovai a gustare la mia sperma, non mi dispiacque, era qualcosa di strano, e sex.
Come sei contento?.
Certo amore non potevo esserlo di più.
Adesso vuoi pensare a questa piccola fica che e impaziente, desidera la tua lingua, specialmente lui.
Andiamo sul letto?.
Si domani vediamo, il risultato.
Spensi tutto, le luci, andai in camera era distesa sul letto nuda, uno spettacolo della natura, mi distesi al suo fianco, iniziai ad accarezzarla, e baciare, dopo una succhiata ai capezzoli, scesi giù, mi fermai, l’ombelico, lo martellai con la punta della lingua, gli apri le cosce, con le dite gli apri le grande labbra, il piccolo cazzo era li mi sembrava voler dire, che fai sto qui che aspetto, lo presi tra le labbra, succhiavo, misi due dite nella fica andavo dentro fuori.
Amore girati, dammi il cazzo che te lo succhio, che bello,.
Feci orecchie di mercante, avevo altro in programma, leccai la fica culo, ormai non capiva più nulla, sempre leccando sulla pancia, tra i seni, Sali su sino a baciarla sulla bocca, mi abbraccio, e ricambiava i baci, non si era resa conto della posizione che eravamo, ero disteso completamente su di lei, e era con le cosce aperte, misi la mano tra noi, presi il cazzo e lo guidai, come lo poggiai.
Amore no ti prego questo no.
Ingannava se stessa potevo sottrassi, invece, alzo il ventre per agevolare la penetrazione, diedi una spinta, entrai dentro a quella fica, mi piantai dentro e restai fermo.
Amore mio che ai fatto, saremo dannati per sempre.
No amore ci ameremo per sempre, e stupendo essere dentro di te, ti sento mia.
Si amore mio sono tua.
Mi abbraccio, mise i piedi sulle mie cosce.
Chiavami forte, fammelo sentire,amore e dannazione della mia vita.
Iniziai a fare il gioco antico come l’uomo.
Amore, che bello, fermati un attimo pressandolo dentro.
Restai fermo, chiava lei di sotto, tenendomi bloccato.
Amore vai fottimi svelto, adesso.
Non manco poco di entrata e uscita che ci abbracciamo in uno abbraccio quasi, animalesco, insieme gridammo il nostro piacere,restammo abbracciati, anche se il sudore, tra noi faceva da colla.
Amore, togliti sono un po’ stanca.
Usci da lei, mi misi di fianco, gli presi la mano.
Passarono alcuni minuti, la baciai, stanca?.
Un po’, adesso passa.
Arrabbiata?.
Dovrei, ma non posso, e stato troppo bello.
Lo rifacciamo.
Di già?.
Perché no.
Aspettiamo qualche ora, copriamoci, e dormiamo, un po’, e dopo ricominciamo.
Come vuoi, restai sveglio, pensavo alla fortuna, e alla sfortuna, cioè, ero fortunato per tutto quello che mi stava succedendo, sfortuna, era che facendo una ricerca internet, il malori che avevo sempre più frequenti, erano sintomi della leucemia, forse mi sbaglio e mi preoccupo per niente.
Mi appisolai, senti che lei si stringeva a me, prese il cazzo lo accarezzava piano, sino a che si fece duro.
Furbone, lo so che sei sveglio.
La guardai e sorrisi.
Ho voglio di te, vuoi.
Certo e me lo chiedi.
Ok questa volta conduco io il gioco.
Si misi a cavalcioni su di me, prese l’asta, e la guido vicino alla fica e lentamente la inghiottì tutta sino a toccarci con, con i pube, stupenda sensazione, e non solo perché stavo chiavando, il bello fu vedere il mio cazzo scomparire in quel bellissimo corpo.
Stava a schiaccia candela, mise le mani sul mio torace, e inizio a salire e scendere, dopo un po’, la invitai a scendere su di me, per baciarla,, ci baciammo, intanto gli accarezzavo il culo.
Amore mi piace, di più stare dritta lo sento, tutto.
Alzati, si mise come prima, misi un dito tra le labbra della fica cercai il clitoride, iniziai a masturbarlo per davvero sembrava un piccolo cazzo, dato che avevo goduto diverse volte, adesso tardava un po’ a venire.
Amore mio che bello, starei sempre cosi, sto per godere, godo, godo, vieni con me amore.
Godemmo insieme, si abbasso, ci scambiammo dei baci.
Amore non abbiamo preso nessuna precauzione.
E vero, speriamo bene, e tu ne ai butta un mare dentro, ci manca che faccio un figlio con te.
Sarebbe stupendo.
Ma che stupidaggini, un incesto completo.
Ormai e fatto.
La fai facile tu.
Non sei pentita, non voglio sentirmi in colpa.
Non fare l’innocentino, lo sapevi, che non volevo, in un momento che ero eccitata come nA pazza tu lo metti vicino, alla fica, e sta stronza, lo invogliava a entrare, a parte gli scherzi,non volevo, sai il motivo, adesso che, ho provato, ad averti dentro, chi se ne frega più, chiavami tutte le volte che vuoi.
Sai che mi ai fatto impazzire di piacere, quando ti impalavi sopra, lo visto scomparire del tutto dentro di te.
Lo capito, sai si e gonfiato, lo sentito più grande di quello che non e.
Passammo dieci giorni da favola, poi papa torno, e tutto torno come prima, si chiavava ogni qualvolta, avevamo l’occasione, un mese dopo o poco più, la vidi un po’ triste che ti succede gli chiesi.
Le mie cose ritardano.
Che vuol dire.
Mi auguro di no ma ce la possibilità che sia incinta.
La strinsi forte, e la baciavo, canticchiavo.
Lasciami amore mio, come fai a capire che un guaio, sei mio figlio no mio marito.
Lo so, ma e sempre un figlio.
Devo vedere come posso fare.
Vuoi toglierlo.
No!, non lo faro mai.
Allora?.
Questa sera devo chiavare con papa.
Perché?.
Siccome non lo facciamo quasi più, ma qualche volta riesce, cosi quando nascerà, lui non avrà dubbi.
Tutto mi sembrava che andava per il meglio, non era cosi, sono ricoverato in ospedale sto male, vedo, la mia adorata Mamy triste e addolorata, era come avevo letto internet, leucemia, oggi sono diventato una larva, senza capelli con la consapevolezza, che sto morendo, sono stanco.

Continuo io, la mamma.
Che leggera il racconto di mio figlio, penserà che io sia una puttana, non gli do torto, forse lo sono per davvero.
Io anche se pensate di le peggiore delle cose non me frega nulla dei cosi detti ben pensanti, rifarei tutto, di nuovo.
Io ero attratto da lui e vero, ma lo era, come tutte le donne guardano un ragazzo fico, ero orgogliosa di lui, di quando era desiderato dalle donne, lo desiderato come o detto, annusavo le sue mutande, mi masturbavo, ma era solo, una infatuazione, o altro avevo un ,marito che se ero fortunata riusciva a chiavare una volta al mese, a questa e un’altra storia.
Lui mi chiese che doveva fare degli analisi, per la squadra di calcetto, prima che diventassimo amanti, dopo alcuni giorni andai a ritirarle io, dal nostro medico curante, mi senti tanto male, un fulmine a pie sereno, leucemia, fulminante, che dovevo fare?, mi sentivo morire, il dottore mi fece un falso per le analisi.
Mi recai in ufficio da mio marito, ci andavo di rado, per i vecchi impiegati anche se erano passati 21 anni io ero la segretaria che aveva acca pilato, il padrone.
Parlammo, e cercavamo una soluzione che non cera.
Si decise di accontentarlo in tutto, fargli vivere il tempo che gli restava, meglio possibile.

Quando lui, inizio a toccarmi, e capi che era attratto da me come donna prima ne fui sdegnata, poi lusingata, sentire il suo cazzo pressare contro il culo ho sulla ventre, mi faceva andare fuori di testa, la goccia, che mi fece precipitare, fu,quando mi lecco la fica la prima volta e mi succhio il mio piccolo cazzo.
Ora non c’è più, e nato un bellissimo bambino mi sembra il suo gemello, sono passati alcuni anni, il piccolo Tom junior, cresce che un amore, anche mio marito e andato soffriva sia di cuore che il diabete.
Sono rimasta sola con il mio bambino, una cinquantenne, ancora in piena forma, sono ricca, sono tornata in ufficio e dirigo gli affari di mio marito, ho molti corteggiatori, almeno per adesso, non mi interessano, almeno per adesso, poi chi sa, come cita il detto, il tempo sana tutti i mali.
Il resto della mia vita non e interessante, e ne tan poco interessa a qualcuno.
Giudicate, dite ho scrivete quello che vi pare, perdendo lui, ho perso tutto.

Nota del’autore, sono convinto che una madre, possa arrivare a tutto, per un figlio.
Questo si chiama amore.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 7.7/10 (15 votes cast)
La Mia Cara Mamy, 7.7 out of 10 based on 15 ratings
La madre del mio migliore amico
Questa volta l'abbiamo fatto in 3

Leggi altri racconti

One Thought to “La Mia Cara Mamy”

  1. mario

    storia stupenda , toccante………è la espressione più pura di amore
    infinito e totale…….complimenti sinceri………..ce ne fossero tante come te…….

Leave a Comment